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… a proposito di …
… COSA È ACCADUTO A TONINO DI PIETRO?
La mia opinione è che Tonino sia accerchiato da dentro e fuori il
partito dell’IDV. La ribellione contro Bersani e la disponibilità a favore di
Berlusconi la dice lunga sul suo stato politico. Cosa è accaduto a Tonino? Dopo
i risultati delle amministrative di maggio e i risultati dei referendum, Tonino
ha capito che il ruolo di gregario non porta frutti. L’ascesa di Ventola e dei
suoi adepti, senza un partito di riferimento in Parlamento, potrebbe minare
l’accordo con il PD e da gregario prediletto del centrosinistra passerebbe a
figura di terzo piano alle prossime elezioni politiche. Il ruolo di
antiberlusconiano ha portato frutti più agli altri che al suo partito. Il
giorno dopo le elezioni amministrative, a Ballarò, Tonino appariva scocciato ed
affatto contento. Il viso appariva teso e la proverbiale irriverenza contro
Berlusconi si era attenuata di colpo. Inoltre, l’elezione plebiscitaria di De
Magisteri a Napoli è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Sicuramente accolta con spirito di vittoria di fronte al suo elettorato ma,
fortemente pericolosa dentro il partito dell’IDV. La sua leadership è stata
messa in pericolo. Già all’ultimo congresso Gigi, il magistrato, lo aveva messo
in difficoltà. Appare del tutto scontato un atteggiamento nuovo: polemico verso
Bersani, aperto
verso il centro e meno irriverente con il Premier. Di fatto gli equilibri si
sono rotti e la nomina di Tabacci, assessore al bilancio al Comune di Milano,
ha stravolto la strategia di Tonino. Chiuso, nella sua dimora familiare, si
sarà domandato spesse volte: se il centro dovesse
convivere con la sinistra massimalista di Ventola sarebbe possibile una sua
inutile collocazione nel centrosinistra. Forse, più verosimilmente, avrà
teorizzato un ruolo marginale dell’IDV nella nuova compagine governativa in
vaso di vittoria del centrosinistra alle prossime elezioni. I referendum hanno
convinto Tonino che ciò potrebbe accadere. Lui lavora ed altri raccolgono i
frutti. Altra considerazione da non sottovalutare. Tonino è stato morso dalla
vipera ed ha paura della lucertola.
Con mani pulite ha prestato il fianco al PDS distruggendo tutti i
partiti della prima Repubblica. Chi ha, poi, usufruito dei risultati? Il primo
cittadino, capace di organizzarsi con mezzi e denari: Silvio Berlusconi. I
fatti politici, degli ultimi avvenimenti, sono palesi a tutti. Chi ha vinto
maggiormente alle ultime consultazioni elettorali, dopo aver messo all’angolo
Berlusconi? Pisapia a Milano e De Magistris a Napoli. Un avversario esterno ed
un avversario interno all’IDV. Mentre, il partito non ha aumentato i consensi,
anzi. Tonino ha capito che potrebbe essere travolto dalla sua stessa piazza
viola e dai suoi stessi ex amici (Grillo e Ventola). Bisogna cambiare strategia
e soprattutto tattica. Come? Spostarsi al centro per mettere in difficoltà
Ventola e sorridere a Berlusconi per mandare un messaggio chiaro a Bersani: se vuoi
vincere le elezioni devi sporcarti le mani ed alzare i toni contro il
centrodestra. Insomma, i buoi te li tiri da solo, mentre io mi riposo per fare
nuove amicizie. Il cavaliere? Se davvero è finito non ha più senso sparare sul
morto. Chi potrebbe prendere il posto del cavaliere? Tonino le idee, almeno su questo, le ha
chiare: quell’antipatico di Massimo D’Alema che ha fatto il verso a Berlusconi:
la magistratura è il peggior male della Repubblica. Neppure Berlusconi aveva
osato tanto. Il gioco vale la candela. Morto Silvio, a morte Massimo. Non c’è
tempo da perdere. Berlusconi è solo e merita una badante. Tonino sa che spetta
a lui, per diritto e per quietare la coscienza, accompagnarlo al fine vita (politico). Berlusconi da avversario gli si è
seduto accanto, D’Alema da buon amico non avrebbe la stessa delicatezza e non è
escluso che non avrebbe il coraggio per buttarlo dalla Rupe Tarpea.
Che ci azzecca tutto questo? Il fatto che Tonino da giovane è stato un uomo di destra ed ha fatto parte dei servizi segreti. Il primo amore è come Maruzzella, non si scorda mai e Tonino il cuore lo ha ricoperto di panna. Il premier lo ha capito e gli si è seduto accanto.
…
La mia opinione è che la crisi non sia ne
economica e ne finanziaria. Se fosse economica ci sarebbero problemi
strutturali e se fosse finanziaria ci sarebbero problemi di mercato. Qualcuno
si ricorda, nell’arco della propria esistenza, problematiche diverse? Non
credo. Nonostante, riforme strutturali e regole di mercato la crisi ha sempre
accompagnato la storia. Forse qualcuno era al riparo durante la stagione delle
vacche grasse? Domandatelo ai bambini denutriti dell’Africa o ai malati
dell’India ridotti a larve sulle rive del fiume Gange. Senza scomodare il visto
dei passaporti esteri, andiamo a far visita nei bassifondi di Napoli dove regna
la mondezza dai tempi preistorici, oppure andiamo a Palermo dove la gente
chiede un pezzo di pane ai “mammasantissima” mercenari della vita e del potere.
La crisi c’è stata, c’è e ci sarà sempre. La si chiami economica per colpa
della cattiva gestione dei Governi o finanziaria per colpa del gioco d’azzardo
dei giocatori (anche istituzionali) della borsa e del mercato, è la stessa
crisi dei deboli contro i forti.
A volte si ha la sensazione di uno stato di benessere perché
godiamo di stabilità economica e sociale ma siamo altrettanto impotenti sul
futuro dei propri figli e discendenti. Uno stato di apparente tranquillità se
si guarda al proprio tornaconto. Molti potrebbero dire: e chi se ne frega della
crisi a me non manca nulla. Egoisticamente si tutela una fetta di paradiso
terrestre.
La vera crisi è l’insorgenza del forte dislivello sociale. Il
dislivello c’è sempre stato tra ricchi e poveri, dal tempo della colpa di Adamo
ed Eva. Mai, però si era istituzionalizzato il potere economico in modo così
palese e globale. Anni fa si intuiva la presenza di società e lobbie segrete,
oggi assistiamo alla istituzionalizzazione dei governi
ricchi contro i governi poveri. Leggendo la storia spesso ci si attardava a
capire perché l’Inghilterra avesse dichiarato guerra alla Scozia (uno sgarro o
un interesse reciproco) e ci si appassionava sul perché l’Italia avesse
dichiarato guerra all’Austria (per liberare Trento e Trieste). Oggi, la guerra
la si fa per amore e per la pace. Così, gli Americani dichiarano guerra ai
Governi del Medio Oriente, insieme a tutti gli alleati, per difendere la pace,
spinti dall’amore. Complice il terrorismo. Mai, in soccorso dei poveri Governi
Africani in balia di dittatori sanguinari. Forse, perché nel Medio Oriente c’è
il petrolio ed in Africa solo fame? Dubito e credo abbia il diritto di farlo.
Assistiamo alla spartizione del mondo globalizzato. La crisi, pertanto, non è ne economica e ne finanziaria ma sociale. Una società che
educa i propri figli a schierarsi se far parte dell’economia globalizzata, per
goderne i benefici, o perire nell’accattonaggio, è una società predisposta alla
guerra senza fine.
Sono ben accette le riforme e le nuove
regole del mercato per superare la crisi sociale ma ad una condizione. Nella
spartizione del globo terrestre ognuno abbia un pezzo di terra dove poggiare i
piedi, acqua per alimentarsi, sole per sopravvivere e pane a sufficienza per
nutrirsi. Ci sia rispetto per tutti e garantita la sopravvivenza per ciascuno.
Fino a quando ci sarà un armadio con due vestiti e un uomo spoglio, coperto
dalla sola vergogna, non chiamatela crisi economica e finanziaria ma crisi
sociale. La guerra, poi, come la natura non sa distinguere i poveri dai ricchi
e spesso i granai pieni di egoismo vengono fatti fuori dalla superbia, una
volta dall’individuo ed oggi dalle società o cosiddette Patrie, Stati o
Comunità globalizzate. Infine, il lavoro abbia la preminenza su tutti. L’uomo
ha bisogno di abbellirsi e
non di abbruttirsi. La libertà è un bene troppo prezioso per
lasciarlo alla mercé dei tritacarne della morte, in nome della pace e
dell’amore.
…
La mia opinione è che il movimento politico
Più sono pochi e più si atteggiano ai membri del cenacolo, pronti a
tradire se stessi.
Un esempio per tutti. Dopo aver osannato il
buon Tabacci – il grillo parlante della politica nostrana - per la sua serietà
politica e per la sua competenza economica, spingendolo verso quella parte dell’agone politico di
sinistra, lo criticano per la propria incoerenza del doppio incarico in
Parlamento ed al Comune di Milano. Dimenticando che
… L’ITALIA DOPO BERLUSCONI SARÀ
La mia opinione è che il dopo Berlusconi
riserverà molte sorprese. Facilmente, in questi ultimi vent’anni, ci siamo
convinti che l’anomalia Berlusconi fosse Berlusconi stesso. In realtà è
accaduto qualcosa di diverso e di molto più profondo nella vita sociale del
nostro Paese. La cosiddetta prima Repubblica è terminata con un omicidio
politico. Una parte delle Istituzioni, complice
… TABACCI È UN FUORICLASSE?
La mia opinione è che Bruno Tabacci sia un opportunista della
politica. Che sia un uomo preparato nel suo ambito professionale non vi sono
dubbi. Resta, però, il fatto che il “civismo” del politico di Quistello sia
racchiuso in una massima davvero singolare: pur di far fuori Berlusconi, per
amore di Carlo De benedetti, faccio il patto con il
diavolo. Che Tabacci faccia lite con le streghe lo dimostra l’itinerario
politico degli ultimi anni (DC, UDR, UDC, RB, API) e le strategie votate
all’insuccesso. Poco abile nella tattica (non a caso litiga con chi gli pone
quesiti) è, suo malgrado, costretto a mangiare i propri adepti come il conte
Ugolino nei confronti dei figli. Sempre alla ricerca dello stil nuovo, si è
ritagliato la fama del grillo parlante della politica italiana, vessato dalla
presenza di Berlusconi, incita Pinocchio a fare il bravo e l’ubbidiente. È
contro i doppi incarichi e stigmatizza l’appoggio al Governo da parte di chi è
stato eletto all’opposizione. Spesso è stato fatto oggetto di studio da parte
dei professoroni dei sondaggi politici, in quanto non portatore di consensi
nonostante la sua bella presenza nelle tv nazionali. Certo, l’appoggio alla
giunta Pisapia a Milano ha svelato il doppio stil nuovo: eletto nell’UDC
appoggia una giunta di rifondazione comunista e militando in una coalizione
opposta non si è fatto scrupoli, per senso di amicizia, di passare al servizio
dell’avversario. Chi è senza peccato scagli la pietra. Di fatto, Tabacci è uno
dei tanti ormoni ammuffiti della vecchia DC in cerca di visibilità e, per amore
dell’Italia – dice lui – può attraversare l’arco costituzionale senza colpo
ferire.
Non diciamo, però, che sia un fuoriclasse.
Piuttosto, una vecchia bicicletta da passeggio tirata fuori dalla soffitta per
allietare piccole gite fuori porta la domenica. Marcora, suo maestro, non
avrebbe dato tanta importanza al duo discepolo. Il problema semmai, è del buon
Francesco (Rutelli) che dovrà parlare due lingue con l’astuto portavoce
dell’API: a Roma come terzo polista ed a Milano come “comunista”. Poi, si dice
che qualcuno per paura di incidente sterza tutto a destra. Che vita magra. Mi
piacerebbe guardare nell’animo del vecchio compagno rosabianchista Pezzotta.
Sicuramente, in tuta in Officina 2007, pronto ad avvitare bulloni di una
macchina destinata allo sfascio.
… IL TERZO POLO È DETERMINANTE?
La mia opinione è che il terzo polo di centro sia diventato un
parcheggio di delusi ed amareggiati dell’agone politico. I tre “compagnucci
della parrocchietta” Rutelli, Casini e Fini, sono diventate anime in pena nel
Purgatorio della politica nostrana. Rutelli dal centrosinistra, Casini e Fini
dal centrodestra, sono stati messi da parte, a torto o a ragione e vivono la
sindrome degli incompresi che sperano nelle disgrazie altrui
(implosione del PD e del PDL). Sono in balia di colonnelli rampanti e senza
scrupoli in cerca di gloria sotto i riflettori dei media. Bocchino e Granata
per Fini, Tabacci per Rutelli, sono diventati i kamikaze del momento politico
critico ed ingarbugliato.
Sciorinano successi inesistenti e parlano di eventi epocali di
amalgama inconsistenti cercando di mettere insieme il diavolo e l’acqua santa.
Risultato? La gente li ignora completamente con un consenso millesimale.
Casini, forte di una percentuale al limite dello sbarramento, si erge a
condottiero vincente e professa l’arte di Don Chisciotte che indica la strada a
Sancio Pancia (Fini) e scuote le fibre, poco stabili,
del gatto con gli stivali (Rutelli).
Possibile ammettere che il terzo polo sia
determinante? Penso proprio di no. Lo considero, questo evento, poco probabile
anche perché, con l’attuale legge elettorale, vedremo tanti saltimbanchi salire
e scendere dai vecchi casolari fatiscenti sui carri di chi ha legna da ardere
ed assicurare un posto al caldo.
… BERLUSCONI HA PERSO LE ELEZIONI
AMMINISTRATIVE?
La mia opinione è che davvero Berlusconi abbia perso le elezioni
amministrative. Non c’è dubbio che il Presidente del Consiglio sia oggetto di
un attacco senza precedenti da parte del gruppo di Carlo De Benedetti. Ora, il
problema riguarda essenzialmente due aspetti fondamentali:
1. la perdita di consenso è legata ad una
cattiva gestione del Governo?
2. la perdita di consenso è legata ad un calo di
leadership di Berlusconi?
Sono convinto che i due aspetti siano legati entrambi da una forte
delusione nel Paese da parte dei cittadini italiani che si aspettavano un
rinnovamento della classe politica a livello locale.
Le candidature della Moratti a Milano e di Lettieri
a Napoli sono state percepite dalla gente come rivisitazione del passato
(cattiva gestione a Milano e legami poco chiari a Napoli).
Questa sconfitta, apparentemente di portata eccezionale, potrebbe
rivelarsi un boomerang per il centrosinistra. Questa mia affermazione è
supportata da tre motivazioni:
· la prima è quella di aver consentito la
vittoria di quella parte della sinistra extraparlamentare che era stata
tagliata fuori dalla scelta di incompatibilità da parte di Walter Veltroni alle
scorse elezioni politiche
· la seconda è quella di aver constatato l’inesistenza
di un terzo polo di centro, ormai votato alla road map di Casini, sempre in
procinto di alzare il tiro a sinistra per guadagnare a destra nella banca del
tempo, dopo la dissoluzione del PDL
· la terza è quella di aver costretto il PD a
cantare vittoria in nome di candidati estranei ed incontrollati (Pisapia e De
Magistris) senza la possibilità di un bilanciamento al centro (Rutelli)
Non vi è dubbio che la sconfitta del
centrodestra sia pesante e giustificata ma, credo in cuor mio,
sia arrivata troppo presto rispetto alle prossime
elezioni politiche del 2013
… LE AMMINISTRATIVE SONO UN TEST POLITICO?
La mia opinione è che l’appuntamento elettorale delle amministrative di
maggio siano un grande test politico. Lo sono per due motivi:
1. A Napoli, Milano, Bologna e Torino la
partita è finita
2. In caso di ballottaggio il terzo polo deve
schierarsi per necessità (per necessità si utilizza la virtù) e i nodi della
battaglia politica nazionale verrebbero al pettine
Queste due motivazioni potrebbero essere sufficienti a sgonfiare
dei palloncini come Rutelli e Fini e svelare la sintonia tra il cuore e la
mente. Casini non fa testo, essendo per natura un centrista doc doppio
fornaiolo. Rutelli può solo appoggiare il centrosinistra e Fini solo il
centrodestra. Il contrario svelerebbe il vero volto dei due pasdaran della
politica nostrana e l’elettorato, come spesso è avvenuto nel passato, non
perdonerebbe ad entrambi il salto della “quaglia” rinnegando la propria storia
politica. Ci sarebbe il lascia passare del famoso
“fate ciò che volete” di falsa coscienza ma sarebbe come sparare nel vuoto e
indice di codardia. Ma, poi, di cosa stiamo parlando? Rutelli vale lo 0.5% e
Fini, a conti fatti, un pochino più dell’1%. Davvero poco per decidere i
destini della Patria. Anche se contassero una città, per una manciata di voti,
sarebbe singolare affidare loro il timone della Nazione Italia.
Dimenticavo di aggiungere che Rutelli ha sempre quel bacino di voti
del 40% degli astenuti che potrebbe pilotare a suo favore. Spesso la fantasia
supera la realtà e l’allievo di Pannella è un grande sognatore come Peter Pan.
Tabacci non lo è di meno. Immagino gli applausi del PD e dell’Italia dei
valori. (guai a non sottolinearlo con bonomia)
… CHI SONO GLI ASTENUTI?
La mia opinione è che gli astenuti non abbiano colore politico.
Affermare che gli stessi siano delusi dalla maggioranza è una grande bugia. Se
fosse vero che l’astensionismo riguardasse il governo, sarebbe davvero grave
per l’opposizione non essere stata in grado di proporre un’alternativa.
È, altrettanto, vero che gli stessi non sono un contenitore dei
falliti o dei trombati. Ascoltare l’ingenuo Francesco Rutelli affermare che il
terzo polo non è terzo ma primo, se allo 0.5% dell’API si sommassero il 40%
degli astenuti, sarebbe davvero il massimo della dissociazione senile. Questa è
una giustificazione al proprio fallimento politico, sia in termini strategici
che tattici. Rutelli farebbe bene ad interrogare l’onorevole Tabacci e chiedere
quali conseguenze, in campagna elettorale, produce l’arroganza di enunciare
teoremi e sviluppare teorie di amalgama mal riuscite.
… BERLUSCONI HA
La mia opinione è che Bersani, il segretario del PD, sia in coma
politico profondo. Come si può affermare che Berlusconi non abbia la
maggioranza del consenso degli italiani tenendo conto del 40% degli astenuti?
Il leader del centrosinistra, affermando che Berlusconi può contare sul 30% del
consenso, sottraendo il 40%, accusa se stesso. Per la teoria dei grandi numeri
sarebbe come affermare che il centrosinistra non vale più del 20% dei consensi.
Bersani avrebbe ragione solo nel caso riuscisse a dimostrare che il 40% degli
astenuti sia del PD. Allora, sarebbe peggio che andar di notte. Perche un 40%
degli elettori del PD non andrebbe a votare? Forse perché Bersani non gode
simpatia nell’elettorato di centrosinistra? A me sembra logico il contrario. Berlusconi
governa perché l’opposizione è inconsistente ed immatura per un’alternativa
seria. La prova?
Per Bersani il Presidente del governo è uno stragista, un mafioso, un massone, un delinquente, un corruttore ed un concusso. Pensato un po’, questo delinquente ha sanato i conti pubblici e non ha mai rubato un euro dal bilancio dello Stato, gli onesti, bontà loro, sono riusciti a togliere di notte il 6 per mille agli italiani senza preavviso.
… I BLOG DEI POLITICI SONO
INDICE DELL’AZIONE POLITICA?
La mia opinione è che un politico serio metterebbe a disposizione
un blog per il dibattito politico non temendo sia il consenso che il dissenso.
A limite metterebbe un filtro per gestire le opinioni se non fosse in grado di
lasciare piena libertà ed arginare anche le cattive espressioni. Ho seguito il
blog dell’onorevole Tabacci ed ho potuto notare tre atteggiamenti davvero
singolari:
· Non è ammessa la critica se non nei
confronti di Berlusconi
· Non è possibile criticare il padrone di
casa perché colpiti da lesa maestà
· Il dibattito non ha rilevanza di opinioni
perché esposto a vetrina del titolare che non si degna di partecipare al
confronto (mi ha colpito il fatto che non ha inteso neppure fare gli auguri nel
periodo pasquale ai suoi tre sostenitori o frequentatori del blog)
Questi atteggiamenti sono indice dell’azione politica. Non a caso
il politico di Mantova non vanta un consenso numerico consistente. Immaginando
che l’API porta con se un consenso dell’0,5% e
considerando calibri come Rutelli, Dellai, Lanzillotta ecc., verrebbe alla
mente il cattivo pensiero che Tabacci, in termini di consenso, non vale più
dello 0,001%.
Qualcuno ha affermato che il consenso non ha importanza ed, allora,
la politica con cosa la si gestisce? Con i fichi secchi. Non scandalizziamoci se
Berlusconi ha i voti. Almeno fino a quando la democrazia è espressione del
popolo sovrano. Ma forse l’onorevole Tabacci pensa ancora ai voti di De Mita
che lo hanno portato alla presidenza della Regione Lombardia tanti anni fa.
Altri tempi, altre ere politiche. Allora c’erano le correnti, oggi gli spifferi
d’aria e … bisogna coprirsi bene per non raffreddarsi. Vuol dire che alle
prossime politiche prenderemo in considerazione un salto sul carro dell’UDC per
essere piazzati in lista. È tutto gratis et amor Dei.
… BERLUSCONI È DAVVERO COLPEVOLE?
La mia opinione è che un capo di Governo dovrebbe condurre una vita
sobria e valoriale. Il timore che ci sia una pervicace volontà di
destabilizzare la legittimità del premier, da parte della magistratura politicizzata,
pone un problema di conflitti e fa sorgere il dubbio di un attacco al potere
esecutivo rappresentato da una un’opposizione sterile
ed arrogante. La questione politica dell’alternanza ne uscirebbe debilitata e i
frutti di questa insana operazione potrebbero causare divisioni tra “bande”
rivali, con pericolo per la democrazia. Senza contare il rischio di eventi
fomentati da estremismi in agguato per le sorti e la destabilizzazione della
Repubblica.
…
La mia opinione è che la rivolta in Egitto sia parte di un progetto
americano per il controllo del medio oriente e del
nord Africa. Le conseguenze per l’Italia potrebbero diventare serie nel momento
in cui, nel Mediterraneo, potrebbe instaurarsi una lotta di religione dalle
conseguenze imprevedibili. Il timore che la rivolta si estenda a macchia d’olio
potrebbe causare anche una crisi economico sociale di
vasta portata, senza possibilità di contrapporre barriere e limiti alla
deflagrazione islamica.
… IL TERZO POLO HA SENSO NEL PANORAMA
POLITICO ITALIANO?
La mia opinione è che il terzo polo sia un aborto politico di cieca
strategia. La scarsa attitudine, da parte di movimenti e partiti politici, di
condividere programmi comuni, a causa di percorsi ideologici diversi, porta
inevitabilmente ad un risultato poco soddisfacente e mortifica il percorso
storico compiuto negli ultimi anni. Le amalgama
malriuscite sono sempre state oggetto di scontri e rivendicazioni di
primogeniture ideologiche.
…
La mia opinione è che la giustizia in Italia rappresenti un vuoto
di indipendente a causa dell’invadenza dei poteri. Quando la propria funzione
viene distorta a causa di conflitti con il potere del Parlamento o del Governo
si insinua la diffidenza e l’indifferenza. L’imparzialità del giudice ed il
ruolo di terzietà è un valore inoppugnabile. Penso che la crisi delle
Istituzioni non possano essere rappresentate da una parte occupandone i ruoli e
le prerogative. A lungo andare lo scontro potrebbe causare una ritorsione
difficilmente componibile.
… IL FEDERALISMO CONVIENE AL SUD?
La mia opinione è che il federalismo sia un bene ormai assodato
nella nostra cultura politica ed economica. Per cultura politica ed economica
intendo le possibilità oggettive e strutturali che le Regioni hanno nel
responsabilizzare gli amministratori locali e territoriali nel gestire i propri
bisogni e le proprie realtà economiche, senza fa leva sull’assistenzialismo
centralizzato.
… L’UNITÀ D’ITALIA È REALIZZATA DOPO 150
ANNI?
La mia opinione è che l’unità della Nazione rappresenti un valore e trova compimento nell’armonia delle diverse culture presenti in Italia. Forzare la mano con una celebrazione di parte senza cogliere i bisogni e le aspettative delle differenti storicità e le esigenze di autonomia, significa scardinare questo valore e aiutare una richiesta di secessione che proviene non solo dalla Padania di Bossi.
… COSA ACCADRÀ IL 14 DICEMBRE?
La mia opinione è che il 14 dicembre il governo Berlusconi otterrà
la fiducia al Senato e molto probabilmente alla Camera per pochi voti. Sia
l’UDC di Casini sia FLI di Fini faranno in modo che si voti la sfiducia contro il
governo ma con l’intesa di lasciar libero qualche dissidente in modo di
costringere Berlusconi a chiedere al Capo dello Stato un nuovo mandato per
allargare la maggioranza. Se il governo cadesse sanno bene, sia l’UDC sia FLI,
che si andrebbe a elezioni anticipate.
…
La mia opinione è che la crisi economico finanziaria si acutizzerà
nel 2011. Gli Stati europei avranno difficoltà a collocare i titoli di Stato e
la speculazione finanziaria subirà una forte accelerazione. L’Europa dovrà
reagire in modo esemplare per rafforzare l’euro nei confronti delle valute
straniere per favorire le esportazioni. La parola d’ordine sarà quella di
contenere il debito pubblico con un risparmio di spesa eccezionale. Le imprese
collocheranno le scorte a prezzi molto contenuti per evitare la paralisi della
produzione e salvaguardare il salario ai
propri dipendenti.
… COME SARÀ L’ITALIA POLITICA NEL 2011?
La mia opinione è che il 2011 sarà un anno di forte assestamento
politico sociale. A livello politico, per diverse ragioni, si costituiranno due
grosse coalizioni, il centrodestra ed il centrosinistra. L’area di centro sarà
inglobata nel centrodestra e l’area di centrosinistra subirà una forte crisi
identitaria. L’area di centro sarà oggetto di implosione perché relegata a
soggetto di consenso molto risicato. Diversa sarebbe la sorte del centro se i
cattolici democratici del PD prendessero l’iniziativa di costituirsi come
gruppo dell’area di centro. A livello sociale la crisi economica consiglierà
… QUALE SARÀ
La mia opinione è che il PD dovrà fare i conti con l’area popolare
dei cattolici democratici. La partita all’interno del gruppo sarà giocata sul
reale svecchiamento del gruppo dirigente. Avviare uno scontro tra la componente
riformista e la componente massimalista degli ex comunisti causerà grosse
contrapposizioni e l’unità del partito potrebbe essere messa a rischio. La via
d’uscita a questa empasse potrebbe essere identificata in una nuova leadership
proveniente dal mondo culturale, forte ed autorevole, capace di coniugare nuovi
valori e strategie propositive per nuove riforme democratiche e valide sul
piano sociale ed economico.
… IL POLO DI
CENTRO VA BENE CON FINI?
La mia opinione è che il terzo polo di centro non abbia nulla a che
fare con il movimento FLI di Gianfranco Fini. La differenza sulle tematiche
sensibili ai cattolici (immigrazione, famiglia, cellule staminali, coppie di
fatto, fine vita, ecc.) è molto marcata ed inconciliabile. Proporre un’alleanza
elettorale o governativa è auspicabile ma sancire un cammino di cartello
identitario è, a mio avviso, inopportuno. Ho il fondato timore che
l’avvicinamento di Fini sia dettato da interessi personali di lotta contro
Berlusconi. Il veto del presidente della Camera, in occasione della fondazione
del PDL, contro il partito di Casini e Storace credo sia la carta di identità
di un leader sdoganato dal passato ma succube di aspirazioni personali e
velleitarie. Il simbolo di FLI porta a carattere cubitali il nome di Fini:
populismo o demagogia?
… IL PD RAPPRESENTA UN PUNTO DI
RIFERIMENTO PER I CATTOLICI?
La mia opinione è che il Partito Democratico sia una rivisitazione
di movimenti e partiti che hanno perduto un’identità ed un’ideologia. La
metamorfosi socialdemocratica auspicata, nell’evolversi del partito dei
democratici di sinistra, non ha trovato compimento e neppure realizzazione
nell’amalgama tra ex comunisti, ex socialisti ed ex democristiani. La presenza
dei cattolici (democratici sociali) rappresenta una stortura storica ed un
riparo conseguente alla diaspora degli ex “desaparecidos” della Democrazia
Cristiana. Questa stortura trova l’apice del proprio disagio in occasione
dell’appuntamento elettorale con alleanze scomode con i comunisti massimalisti
e con i radicali di sinistra.
… IL CORANO AL ROGO?
La mia opinione è che si tratti di un’offesa molto grave,
indipendentemente dall’appartenenza religiosa. È un’offesa ad un popolo di
credenti, il popolo musulmano che rappresenta una tradizione millenaria ed un
messaggio che non può essere bersaglio di rappresaglia e di rancore. Nessuna
giustificazione è possibile verso questo atto ignobile e non sono ammesse grida
di dolore per le vittime del terrorismo integralista. Non si possono macchiare
le vittime del terrorismo islamico con un atto scellerato e deprecabile.
Confondere la religiosità ottomana con le deviazioni integraliste islamiche è
un errore che non si può tollerare. Il Corano rappresenta la sintesi, la
tradizione e la storia della religione di Maometto e merita rispetto.
… FINI, CASINI E RUTELLI SONO
COMPATIBILI PER UN TERZO POLO?
La mia opinione è che l’architettura politica non abbia mai trovato
posto nei movimenti di massa. L’interclassismo può essere un valore aggiunto ma
mai un valore costitutivo. Senza precise fondamenta l’impalcatura spesso è
soggetta a scosse telluriche di vario tipo e difficilmente le storie si
intrecciano per un amalgama capace di risolvere tematiche etiche ed affrontare
problematiche su programmi condivisi. Tre storie che possono trovare la giusta
collocazione in occasione di prove elettorali ma difficilmente intrecciate sul
sentiero del vivere quotidiano. Rappresentano la vecchia politica del
compromesso e sono distanti anni luce dalla politica bipolare. Difficile a
dirsi sono destinati a divergere come palle di bigliardo appena colpiti dal
pallino del potere.
… FINI DEVE DIMETTERSI DALLA
CARICA DI PRESIDENTE DELLA CAMERA?
La mia opinione è che le dimissioni dalla carica di Presidente
della Camera sia una questione interna al Parlamento ed all’organo legislativo,
appunto della Camera dei deputati, dotato di regolamento interno. È facile,
dunque, non avallare richieste di dimissioni da parte di un partito o di una
coalizione. Piuttosto, credo sia giusto prendere in considerazione
l’opportunità di poter o meno presiedere un’assemblea ostile di un organo che
necessità chiarezza di funzioni e di attività parlamentare. Nel passato la
presidenza della Camera veniva offerta all’opposizione e spesso rappresentava
un significato di democrazia e di pluralismo. Oggi, consapevoli dell’anomalia
del finto bipolarismo, rappresenta una conquista di potere e di arroganza
parlamentare. Consiglierei Fini di dimettersi e di farsi rieleggere su proposta
del proprio gruppo parlamentare. In caso di mancanza di voti traslocare
civilmente in un lussuoso appartamento dei dintorni di Montecitorio, onde
evitare l’accusa di preferire alla dignità dell’uomo la cultura del potere.
…
La mia opinione è che Mirabello sia stato un predellino 2 per
salire su di una macchina ferma senza benzina. Sollecitare la nascita di un
partito in nome di un leader in difficoltà fa parte di quella sorte di revival
politico culturale che ha sancito la morte dell’associazionismo politico a
favore del populismo personificato. Non entro nel merito delle questioni
personali del Presidente Fini ma ogni evento nuovo, destinato a percorrere le
strade della storia, deve poter contare sulla nascita di un pensiero comune che
si traduca in opere ed azioni condivise. Radunare da Scilla al Tanaro i propri
supporti per mostrare la forza del proprio tornaconto è segno di un futuro
incerto e di un percorso claudicante.
… L’ISLAM RELIGIONE
DELL’EUROPA?
La mia opinione è che ci sia una sorte di errore di fondo da
correggere in questi tempi davvero insalubri per
… RIUSCIRÀ L’OPPOSIZIONE A
MANDARE IN PENSIONE BERLUSCONI?
La mia opinione è che l’opposizione sia ormai un amalgama di
contraddizioni e di controsensi. L’attuale panorama politico presenza
un’accozzaglia di movimenti e di partiti disomogenei, composti da uomini legati
alla vecchia nomenclatura incapaci di rinunciare alle vecchie posizioni
ideologiche, oltre ad essere soggiogati da rivalse e primogeniture. Di seguito
a ciò è prevedibile che Berlusconi sia allontanato dalla politica solo
attraverso strade e percorsi di carattere giuridico (processi, indagini della
magistratura e conflitti di interesse). Anche per queste soluzioni, molto
dipenderà dalle posizioni che il Parlamento adotterà nei confronti di
dispositivi legislativi atti a conferire al Premier un salvacondotto (lodo
Alfano). Di certo, sarà sempre Fini l’uomo del crocevia che potrà scardinare
l’esecutivo del Presidente Berlusconi ma saprà, l’ex missino delfino di
Almirante, compiere un suicidio politico della destra nazionale per affossare
Berlusconi? Sono convinto che i destini dei due contendenti siano legati dal
nodo della sopravvivenza che unirà entrambi ad un destino crudele.
… QUANDO DURERÀ IL GOVERNO
BERLUSCONI?
La mia opinione è che il governo durerà ancora una stagione
(l’autunno). La mia convinzione è basata sul fatto che, sui cinque punti
programmatici, ci sia una sorte di conflitto sul processo breve tra i finiani
ed i seguaci di Berlusconi. Inoltre, la legge finanziaria sarà portata a
termine per l’approvazione, onde evitare l’esercizio provvisorio del bilancio
dello Stato. Toccherà al Capo dello Stato prendere atto della crisi e convocare
i partiti per sondare l’eventualità di un
governo capace di portare a termine la legislatura. Trovare un accordo
per un futuro esecutivo, dipenderà dall’attuale Presidente della Camera
Gianfranco Fini costretto a sancire la pace politica con il Premier o condurre
il Paese verso le elezioni anticipate.
… ERA DAVVERO MATTO IL
PICCONATORE?
La mia opinione è che Francesco Cossiga sia stato un vero
democristiano ed un uomo delle istituzioni. Le picconate da Presidente della
Repubblica e la depressione da ex Presidente onorario non hanno mai intaccato la
sua nobile figura di uomo onesto e libero. La figura di cattolico per
convinzione più che per casta, gli ha permesso una libertà di pensiero da vero
mattatore della politica italiana. Anche se le sue esternazioni lasciavano la
bocca aperta per il sarcasmo e la tempistica, sono sempre risultate nel tempo
vere e proprie “chicche” profetiche sull’andamento postumo di certe operazioni
strategiche, che hanno consegnato alla storia, di questo Paese martoriato dal
personalismo e dal populismo, materiale su cui riflettere. La vicenda Moro lo
ha segnato profondamente e il gesto di inginocchiarsi davanti alla lapide di
via Fani, negli ultimi anni della sua vita, non va
letto nel senso della platealità dell’uomo pentito e mortificato ma come un
gesto alto di riconoscenza verso l’arcano mondo degli avvenimenti storici di
cui spesso l’uomo, inconsapevolmente, ne
porta con sé il dolore e la speranza. Un uomo che ha onorato la storia e
… ELEZIONI O GOVERNO TECNICO
La mia opinione è che la legge porcata ha obbligato ai partiti ed
alle coalizioni di presentare il programma e il capo di riferimento da indicare
nella scheda elettorale. Si possono invocare tutte le giustificazioni del mondo
e scomodare i giureconsulti più accreditati ma il non ricorso alle urne, in
caso di crisi della maggioranza, ha un nome ben preciso: RIBALTONE. Tirate
Napolitano per la giacca non è corretto, così come non è corretto gridare allo
scandalo per chi invoca le elezioni anticipate. L’Italia è un Paese davvero
singolare e spesso l’asino si permette di chiamare cornuto il bue. È il caso di
Casini che dopo aver contribuito a redigere la legge porcata ne rivendica la
stupidità, senza accorgersi che chi di spada ferisce di spada perisce.
… QUEL PASTICCIONE DI FINI
La mia opinione è che Fini abbia le idee confuse e sia preda di un
manipolo di soldati semplici disposti a seguirlo anche nel burrone, dopo che
hanno capito che nel centrodestra non hanno più nessuna possibilità di
rivincita. Che Il Presidente della Camera sia ormai incapace di guardare
lontano politicamente lo dimostra il fatto che si pavoneggia sulla sua sedia
dorata di un certo prestigio, dopo aver rinunciato alla politica attiva,
delegando, da cofondatore, a Berlusconi già da subito la gestione del PDL. Che
poi si sia accorto dopo tre lunghissimi lustri che l’amico di viaggio sia un
dittatore è davvero paradossale, essendo stato egli stesso il più venerando
capo di partito della storia repubblicana dopo la morte di Giorgio Almirante.
Davvero un bel pasticcio se i nuovi compagni di viaggio saranno la volpe ed il
gatto (Casini e Rutelli).
…
La mia opinione è che Casini sia il fanciullo pudico che frequenta
il corso di catechismo in parrocchia. Una giustificazione per poter giocare poi
a calcetto nel cortile insieme agli altri chierichetti. La voglia e
l’aspirazione di far parte del gioco, lo porta a comportarsi in modo esemplare,
confortando mamma e papà con una condotta davvero unica ed irreprensibile.
Tutto per il bene della “famiglia” alla quale dedica il tempo migliore. Il
fanciullo non disdegna un invito al pub con Berlusconi, dopo aver compiuto le
pulizie spirituali, come fa Lucignolo nella fiaba di Pinocchio. L’unico
rammarico è quella testa d’asino del compagno cattivo del libro di Collodi che ha giurato di non condividere con lui neppure
un panino da McDonald.
… UN CENTRO SENZA PUNTO DI GRAVITÀ PERMANENTE
La mia opinione è che l’area di centro sia diventata un rifugio
peccatorum: desaparesitos di destra e di sinistra in cerca di rivalse e
vendette. Vista dal buco della serratura di casa nostra la casa sembra un party
per trascorrere allegramente giornate spensierate, lontane dalle grigie stanze
dei partiti maggiori. Vista dal terrazzo dell’attico di Bruxelles appare un
soggiorno obbligato per malintenzionati in attesa di tornare nel proprio
territorio per dare vita ai propri affari di famiglia ed intanto, nell’attesa,
procurarsi un salvacondotto per il
futuro. Non vorrei sembrare irriverente ma più che costruire la casa comune del
terzo polo di centro ci si affanna a procurarsi benevolenza per alleanze future
con il centrodestra ed il centrosinistra per affrancarsi dal posto in lista
diventato ormai insicuro con l’attuale legge porcata. Salti, chi può.
… QUELLA CENA A CASA VESPA
SENZA POLITICA
La mia opinione è che quella cena si sia svolta tra quattro amici
al bar che, dopo aver consumato un cappuccino con brioche, hanno litigato su
chi doveva pagare il conto alla cassa. A nulla è servito la presenza del
Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, del nuovo “Cuccia” italiano Geronzi
e della “rampolla” dell’uomo più ricco d’Italia Marina Berlusconi. A Casini il
cappuccino è apparso avvelenato con l’aggiunta dell’arsenico ed a nulla è
avvalsa l’estrema unzione del segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone.
Colpa del padrone del bar Bruno Vespa che non ha versato il latte ed il caffè
in una tazzina d’oro nella migliore tradizione ottocentesca. Possiamo, quindi,
affermare che non si è parlato di politica, con buona pace degli italiani che
si sono preoccupati per la salute di Pierferdinando detto il furbo.
… IL PIANTO DI SAVINO PEZZOTTA
La mia opinione è che il sindacalista della CISL si sia accorto,
nella migliore tradizione manzoniana, che il proprio destino politico sia
legato al percorso insalubre e difficoltoso di un vaso di coccio, costretto a
viaggiare in mezzo a vasi di ferro. È accaduto nell’esperienza di Officina 2007
e durante l’esperienza della Rosa Bianca per l’Italia.
Per un uomo che ha sempre difeso e profuso l’idea dossettiana dei
cattolici sociali è davvero asfissiante la convivenza nel partito di Cesa. In
compenso Casini lo ha destinato alla scuola di pensiero udiccino lombardo
veneto, tra i volponi della linea padana che hanno sempre appoggiato l’alleanza
con il centrodestra. Supererà il buon orso bergamasco l’esame di politica
pratica quando dovrà appoggiare la signora delle signore milanesi Letizia
Moratti?
… DOVE VANNO I COMUNISTI
La mia opinione è che i nipotini di Stalin, nonostante il riciclo, soffrano
di rimembranze. Come diceva una vecchia canzone: “il primo amore è come
Maruzzella, non si scorda mai”. È difficile far capire che una socialdemocrazia
moderna deve staccarsi dai comunisti massimalisti. I cattolici popolari e gli
ex margheritini sono avvisati: non c’è spazio per i sogni di gloria. Oggi le
contraddizioni sono offuscate dalla lotta a Berlusconi, domani saranno palesi e
causeranno lo scisma della cosiddetta “mozzarella di bufala”. Con questa legge
“porcata” sarà difficile trovare un antidoto alle punture provocate dalle api
di Rutelli. I popolari sono avvisati.
… SEGNALI DI
FUMO TRA CASINI E RUTELLI
La mia opinione è che l’UdC e l’ApI siano
due movimenti politici destinati ad incontrarsi con pari dignità. Ciò avverrà
quando il partito di Rutelli avrà concluso il percorso organizzativo sul
territorio e raccolto un consenso rispettabile attorno al 3-4%. Ad alleanza per
l’Italia farà comodo l’Udc per superare lo sbarramento del 5% sul territorio
nazionale per
… IL FUTURO DELLA
LIBERALDEMOCRAZIA
La mia opinione è che il sogno della terza Repubblica, dopo la fine
della seconda, sia un bipolarismo perfetto tra socialdemocratici e
liberaldemocratici. I primi sono in affanno perché il percorso è gravato dalla
presenza dei cattolici e dei giustizialisti, i secondi sono in difficoltà per
la presenza dei nazionalisti e dei secessionisti. Un amalgama dei cattolici,
dopo la diaspora degli anni novanta, ha maggiore possibilità di crescita nel
centrodestra per costruire il polo della liberaldemocrazia.
… GIANFRANCO FINI COMBATTE
CONTRO SE STESSO
La mia opinione è che Fini stia combattendo contro se stesso.
Immaginare che la motivazione della ribellione finiana sia la legalità e la difesa
della democrazia è davvero velleitario. Dopo vent’anni di sodalizio
Berlusconiano ci si accorge che l’Italia è in pericolo nelle mani del
Cavaliere? Penso piuttosto che le motivazioni recondite siano il soldo ed il
potere. L’ex AN può contare su di un patrimonio di 30 milioni di euro, inoltre,
l’ascesa di Tremonti e Frattini nel PdL ha turbato i sogni di leadership del
rampollo di Giorgio Almirante. Se guardiamo alla storia del MSI e di AN (oltre
sessant’anni) dobbiamo registrare due soli segretari che hanno diretto il
partito: Almirante e Fini. A cosa sarebbe destinato il Presidente della Camera
nel percorso storico del PdL dopo l’abbandono del Cavaliere? A semplice
scudiero di una grande azienda politica foraggiata dalla famiglia Berlusconi.
… COMITATO DEI GARANTI PER
L’ADESIONE AL PARTITO DELLA NAZIONE
La mia opinione è che il Comitato dei garanti che ha approvato il
15 giugno il nuovo regolamento per l’adesione al nuovo soggetto politico “verso
il Partito della Nazione” sia un revival dell’UDC. I componenti sono nove: sei
dell’UDC (De Poli, Libè, Marconi, Lusetti, Tassone e Romano), uno della Rosa Bianca per l’Italia
(Folloni), uno dei circoli liberal (Inverso) ed uno dei popolari di De Mita (De
Masi). Dall’elenco si evince che l’API non partecipa al nuovo soggetto
politico. Il controllo del tesseramento passa quindi sotto l’egida di Casini e
compagni. La montagna, dopo due anni, ha partorito il topolino. C’è da
attendersi che l’UDC (a parte il nuovo lifting) e l’API sono destinati, prima o
poi, a contendersi il consenso dell’area di centro. L’annunciato matrimonio in
pompa magna parte già con una certezza: la separazione dei beni e libertà di
percorsi alternativi.
… NOMINA DEL MINISTRO
BRANCHER
La mia opinione è che il Governo abbia fatto un autogol. La nomina
del ministro Brancher non era necessaria. Era più opportuno la nomina del
successore del ministro Claudio Scajola al Ministero dello Sviluppo economico.
La richiesta di Brancher di usufruire del legittimo impedimento ha evidenziato
un uso della politica molto discutibile. Dopo lo stop di Napolitano, il
ministro imputato per l'affare BPI ha rinunciato alla richiesta del legittimo
impedimento e sarà in tribunale il 5 luglio. L’uso della politica per regolare
i propri interessi è da condannare con forza e determinazione.
… MONDIALI DI CALCIO
La mia opinione è che la troppa mercificazione del mondo del calcio
vada a discapito dell’agonismo sportivo. La chiusura dei vivai, per giovani
promesse, ha sancito la non proliferazione di talenti nazionali. Occorre
regolarizzare il mercato calcistico per evitare abusi ed alterazioni eccessive
nell’acquisto di campioni, sia a livello nazionale che internazionale. In
particolar modo ritengo giusta una normativa a livello europeo che tenga conto
della compravendita, con verifica dei contratti di cessione, evitando
l’eccessiva levitazione dei prezzi e ponendo un freno alla cittadinanza
calcistica extraeuropea.
… SCANDALI NELLA CHIESA
La mia opinione è che bisogna distinguere i comportamenti umani
dalla missione evangelica della Chiesa. I casi di pedofilia e gli scandali di
una discutibile gestione finanziaria del patrimonio dello IOR (Istituto Opere
Religiose) sono reati che vanno perseguiti secondo la legge dello Stato
italiano e la normativa degli Stati in cui si sono verificati abusi sui minori.
La tradizione millenaria della Chiesa non è soggetta al giudizio umano e
l’istituzione, quale fonte divina dell’azione redentrice, è un’opera che merita
altra considerazione. Non dimentichiamo che
… CRISI ECONOMICO FINANZIARIA
La mia opinione è che la crisi del mercato finanziario è dovuta essenzialmente
a due fattori: il primato della finanza sulla politica e l’eccessiva
instabilità dei mercati finanziari. Per quanto riguarda il primo fattore i
Paesi membri della Comunità Europea devono provvedere ad una Carta
Costituzionale condivisa con regole e principi ben precisi. Per quanto riguarda
il secondo fattore è necessaria la nazionalizzazione ed il controllo delle
attività finanziarie, in modo da rendere stabile i mercati e controllare i
flussi finanziari in prospettiva di un rendiconto economico europeo della
moneta unica. La speculazione finanziaria porta inevitabilmente ad una cattiva
gestione economica, con conseguenze disastrose sui bilanci statali, procurando
squilibri sul credito ed il risparmio, nell’attività degli istituti di credito
e favorendo un eccessivo ridimensionamento degli investimenti con contraccolpi
nel mondo delle imprese e dell’occupazione.
… FEDERALISMO
La mia opinione è che la tappa del federalismo in Italia sia
obbligata. Il centrosinistra, nel passato, si è fatto vanto del decentramento e
l’area di centro si è fatta vanto delle autonomie locali. Aver lasciato alla
Lega nord il primato del federalismo, dopo la riforma del Titolo V della
Costituzione, è stato un grave errore. La gente è particolarmente sensibile al
decentramento amministrativo e territoriale (contro la visione centralistica
dello Stato), per cui Bossi, se non ostacola se stesso con la richiesta di
secessione, avrà un seguito sempre crescente.
… SONDAGGI ELETTORALI
La mia opinione è che, nonostante la confusione procurata dalla
crisi economica finanziaria, dagli scandali e dalla moda del gossip, il
centrodestra continui ad essere una forza maggioritaria nel Paese. Manca
un’alternativa valida che vada oltre la politica urlata. Il PD di Bersani ha
rinunciato ad essere forza alternativa di Governo, sia perché manca di una
leadership, sia perché alla presa di un amalgama (post comunisti, radicali e
cattolici popolari) disomogeneo.
Il centro è praticamente assente e vive il dramma di non essere
punto di raccolta dei delusi della politica. A lungo andare la lotta tra le due
compagini centriste (API ed UDC) si renderà visibile, appena inizierà la lotta
per raschiare il fondo del barile del consenso moderato.
La ribellione di Fini nel centrodestra e la eventuale discesa in
campo di Montezemolo, alla fine, saranno di aiuto a Berlusconi.
… COSTITUENTE DI CENTRO
La mia opinione è che