la mia opinione

 

 

 

 

… a proposito di …

 

 

… COSA È ACCADUTO A TONINO DI PIETRO?

 

La mia opinione è che Tonino sia accerchiato da dentro e fuori il partito dell’IDV. La ribellione contro Bersani e la disponibilità a favore di Berlusconi la dice lunga sul suo stato politico. Cosa è accaduto a Tonino? Dopo i risultati delle amministrative di maggio e i risultati dei referendum, Tonino ha capito che il ruolo di gregario non porta frutti. L’ascesa di Ventola e dei suoi adepti, senza un partito di riferimento in Parlamento, potrebbe minare l’accordo con il PD e da gregario prediletto del centrosinistra passerebbe a figura di terzo piano alle prossime elezioni politiche. Il ruolo di antiberlusconiano ha portato frutti più agli altri che al suo partito. Il giorno dopo le elezioni amministrative, a Ballarò, Tonino appariva scocciato ed affatto contento. Il viso appariva teso e la proverbiale irriverenza contro Berlusconi si era attenuata di colpo. Inoltre, l’elezione plebiscitaria di De Magisteri a Napoli è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Sicuramente accolta con spirito di vittoria di fronte al suo elettorato ma, fortemente pericolosa dentro il partito dell’IDV. La sua leadership è stata messa in pericolo. Già all’ultimo congresso Gigi, il magistrato, lo aveva messo in difficoltà. Appare del tutto scontato un atteggiamento nuovo: polemico verso Bersani,  aperto verso il centro e meno irriverente con il Premier. Di fatto gli equilibri si sono rotti e la nomina di Tabacci, assessore al bilancio al Comune di Milano, ha stravolto la strategia di Tonino. Chiuso, nella sua dimora familiare, si sarà domandato spesse volte: se il centro dovesse convivere con la sinistra massimalista di Ventola sarebbe possibile una sua inutile collocazione nel centrosinistra. Forse, più verosimilmente, avrà teorizzato un ruolo marginale dell’IDV nella nuova compagine governativa in vaso di vittoria del centrosinistra alle prossime elezioni. I referendum hanno convinto Tonino che ciò potrebbe accadere. Lui lavora ed altri raccolgono i frutti. Altra considerazione da non sottovalutare. Tonino è stato morso dalla vipera ed ha paura della lucertola.

Con mani pulite ha prestato il fianco al PDS distruggendo tutti i partiti della prima Repubblica. Chi ha, poi, usufruito dei risultati? Il primo cittadino, capace di organizzarsi con mezzi e denari: Silvio Berlusconi. I fatti politici, degli ultimi avvenimenti, sono palesi a tutti. Chi ha vinto maggiormente alle ultime consultazioni elettorali, dopo aver messo all’angolo Berlusconi? Pisapia a Milano e De Magistris a Napoli. Un avversario esterno ed un avversario interno all’IDV. Mentre, il partito non ha aumentato i consensi, anzi. Tonino ha capito che potrebbe essere travolto dalla sua stessa piazza viola e dai suoi stessi ex amici (Grillo e Ventola). Bisogna cambiare strategia e soprattutto tattica. Come? Spostarsi al centro per mettere in difficoltà Ventola e sorridere a Berlusconi per mandare un messaggio chiaro  a Bersani: se vuoi vincere le elezioni devi sporcarti le mani ed alzare i toni contro il centrodestra. Insomma, i buoi te li tiri da solo, mentre io mi riposo per fare nuove amicizie. Il cavaliere? Se davvero è finito non ha più senso sparare sul morto. Chi potrebbe prendere il posto del cavaliere? Tonino le idee, almeno su  questo, le ha chiare: quell’antipatico di Massimo D’Alema che ha fatto il verso a Berlusconi: la magistratura è il peggior male della Repubblica. Neppure Berlusconi aveva osato tanto. Il gioco vale la candela. Morto Silvio, a morte Massimo. Non c’è tempo da perdere. Berlusconi è solo e merita una badante. Tonino sa che spetta a lui, per diritto e per quietare la coscienza, accompagnarlo al fine vita (politico). Berlusconi da avversario gli si è seduto accanto, D’Alema da buon amico non avrebbe la stessa delicatezza e non è escluso che non avrebbe il coraggio per buttarlo dalla Rupe Tarpea.

Che ci azzecca tutto  questo? Il fatto che Tonino da giovane è stato un uomo di destra ed ha fatto parte dei servizi segreti. Il primo amore è come Maruzzella, non si scorda mai e Tonino il cuore lo ha ricoperto di panna. Il premier lo ha capito e gli si è seduto accanto.

 

LA CRISI ECONOMICA E FINANZIARIA È FINITA?

 

La mia opinione è che la crisi non sia ne economica e ne finanziaria. Se fosse economica ci sarebbero problemi strutturali e se fosse finanziaria ci sarebbero problemi di mercato. Qualcuno si ricorda, nell’arco della propria esistenza, problematiche diverse? Non credo. Nonostante, riforme strutturali e regole di mercato la crisi ha sempre accompagnato la storia. Forse qualcuno era al riparo durante la stagione delle vacche grasse? Domandatelo ai bambini denutriti dell’Africa o ai malati dell’India ridotti a larve sulle rive del fiume Gange. Senza scomodare il visto dei passaporti esteri, andiamo a far visita nei bassifondi di Napoli dove regna la mondezza dai tempi preistorici, oppure andiamo a Palermo dove la gente chiede un pezzo di pane ai “mammasantissima” mercenari della vita e del potere. La crisi c’è stata, c’è e ci sarà sempre. La si chiami economica per colpa della cattiva gestione dei Governi o finanziaria per colpa del gioco d’azzardo dei giocatori (anche istituzionali) della borsa e del mercato, è la stessa crisi dei deboli contro i forti.

A volte si ha la sensazione di uno stato di benessere perché godiamo di stabilità economica e sociale ma siamo altrettanto impotenti sul futuro dei propri figli e discendenti. Uno stato di apparente tranquillità se si guarda al proprio tornaconto. Molti potrebbero dire: e chi se ne frega della crisi a me non manca nulla. Egoisticamente si tutela una fetta di paradiso terrestre.

La vera crisi è l’insorgenza del forte dislivello sociale. Il dislivello c’è sempre stato tra ricchi e poveri, dal tempo della colpa di Adamo ed Eva. Mai, però si era istituzionalizzato il potere economico in modo così palese e globale. Anni fa si intuiva la presenza di società e lobbie segrete, oggi assistiamo alla istituzionalizzazione dei governi ricchi contro i governi poveri. Leggendo la storia spesso ci si attardava a capire perché l’Inghilterra avesse dichiarato guerra alla Scozia (uno sgarro o un interesse reciproco) e ci si appassionava sul perché l’Italia avesse dichiarato guerra all’Austria (per liberare Trento e Trieste). Oggi, la guerra la si fa per amore e per la pace. Così, gli Americani dichiarano guerra ai Governi del Medio Oriente, insieme a tutti gli alleati, per difendere la pace, spinti dall’amore. Complice il terrorismo. Mai, in soccorso dei poveri Governi Africani in balia di dittatori sanguinari. Forse, perché nel Medio Oriente c’è il petrolio ed in Africa solo fame? Dubito e credo abbia il diritto di farlo. Assistiamo alla spartizione del mondo globalizzato. La crisi, pertanto, non è ne economica e ne finanziaria ma sociale. Una società che educa i propri figli a schierarsi se far parte dell’economia globalizzata, per goderne i benefici, o perire nell’accattonaggio, è una società predisposta alla guerra senza fine.

Sono ben accette le riforme e le nuove regole del mercato per superare la crisi sociale ma ad una condizione. Nella spartizione del globo terrestre ognuno abbia un pezzo di terra dove poggiare i piedi, acqua per alimentarsi, sole per sopravvivere e pane a sufficienza per nutrirsi. Ci sia rispetto per tutti e garantita la sopravvivenza per ciascuno. Fino a quando ci sarà un armadio con due vestiti e un uomo spoglio, coperto dalla sola vergogna, non chiamatela crisi economica e finanziaria ma crisi sociale. La guerra, poi, come la natura non sa distinguere i poveri dai ricchi e spesso i granai pieni di egoismo vengono fatti fuori dalla superbia, una volta dall’individuo ed oggi dalle società o cosiddette Patrie, Stati o Comunità globalizzate. Infine, il lavoro abbia la preminenza su tutti. L’uomo ha bisogno di abbellirsi e  non di abbruttirsi. La libertà è un bene troppo prezioso per lasciarlo alla mercé dei tritacarne della morte, in nome della pace e dell’amore.

 

LA SPERANZA È L’ULTIMA A MORIRE E LA ROSA BIANCA PER L’ITALIA SPERA?

 

La mia opinione è che il movimento politico la Rosa Bianca per l’Italia, nel quale molti di noi hanno creduto, sia stato un bluff apolitico. Un movimento nasce dall’opinione pubblica e non da tre “soliti ignoti” che alla prima deflagrazione si dirigono per tre poli diversi. Oggi, quel che resta del movimento, è in mano a sognatori indefessi che aspirano, sognano e profetizzano. Cosa? La panacea di tutti i mali, sicuri di essere la soluzione e non il problema. È davvero singolare auspicare soluzioni a volte a breve respiro, altre volte a lungo tempo, con la fantasia e la prospettiva dei pargoli. Questa sicumera serve solo a tenere in piedi un monastero vuoto senza professi e con il vecchio portinaio brontolone che ricorda i vecchi fasti del capitolo generale, quando era di moda indicare i cattolici, tutti accreditati a svolgere la professione di “segretari di Dio”. Poi, Dio stesso li ha sconfessati abbandonandoli al proprio destino. Ogni tanto si riuniscono invitando i vicini di casa e, con bonomia, parlarsi addosso. Impettiti, come gallinacci con la propria arroganza si pavoneggiano proponendo il panegirico di se stessi. Si tutelano con l’avviso di stare attenti a non sporcarsi le mani con le altre parrocchie e, come Brancaleone alle crociate, investono tempo a metabolizzare la liberazione della Palestina dai musulmani. Pronti al martirio ed ipocritamente atterriti dal passaggio di una piccola lucertola spaurita. Una Rosa per l’Italia spennacchiata che assomiglia più ad un carciofo fuori stagione con tanta peluria di stampo antico.

Più sono pochi e più si atteggiano ai membri del cenacolo, pronti a tradire se stessi.

Un esempio per tutti. Dopo aver osannato il buon Tabacci – il grillo parlante della politica nostrana - per la sua serietà politica e per la sua competenza economica, spingendolo verso  quella parte dell’agone politico di sinistra, lo criticano per la propria incoerenza del doppio incarico in Parlamento ed al Comune di Milano. Dimenticando che la Rosa per l’Italia è nata e vissuta, il tempo di una luna, per far posto ai tre “santi fondatori” nel listino di una qualsiasi formazione politica a prova di sbarramento elettorale. Salti chi può. Dei tre “santi fondatori” è rimasto il capo Priore, persona degna di rispetto e di santità ma con il pallino, quasi metaforico, di vedere nemici ed avversari ad ogni angolo della strada. Gli adepti non lo sono di meno e ostentano sicumera culturale trasgredendo il futuro con il passato: elogisti del Vaticano II si assopiscono sulle tracce del Concilio di Trento. Persone degne di rispetto ma confusi politicamente: al mattino sognano un Tremonti al Governo e la sera immaginano l’ammucchiata con Ventola. Tutto fa brodo, anche una gallina vecchia spennacchiata. In tempo di crisi anche i pipistrelli sono buoni da cucinare alla brace.

 

… L’ITALIA DOPO BERLUSCONI SARÀ LA STESSA?

 

La mia opinione è che il dopo Berlusconi riserverà molte sorprese. Facilmente, in questi ultimi vent’anni, ci siamo convinti che l’anomalia Berlusconi fosse Berlusconi stesso. In realtà è accaduto qualcosa di diverso e di molto più profondo nella vita sociale del nostro Paese. La cosiddetta prima Repubblica è terminata con un omicidio politico. Una parte delle Istituzioni, complice la Magistratura, ha utilizzato il fenomeno “mani pulite” per scardinare i partiti politici tradizionali e governativi (DC, PSI, PRI, PLI e PSDI) per poter accedere, per via antidemocratica, al governo del Paese. Questa operazione, apparentemente nobile, ha prodotto in via trasversale il fenomeno Berlusconi, figlio dell’antipolitica e comunque rappresentante del potere economico. La sinistra agonizzante, dopo la caduta del muro di Berlino, ha provato a ridarsi un look democratico ma ha sbagliato i tempi ed i modi dell’operazione riciclaggio. Non avendo la capacità morale per sostenere quella parte dell’Italia pulita, professata ed ostentata, ha finito per consegnare il Paese al primo cavaliere errante che avesse possibilità e capacità per appropriarsi con ogni mezzo del potere. Oggi, la parola d’ordine, è far fuori Berlusconi ed il suo entourage, con la palese novità di riappropriarsi del potere. I metodi e la road map sono le stesse: scandali, magistratura, gossip. Tutti in attesa della terza Repubblica. Cosa accadrà? Berlusconi sarà fatto fuori politicamente ma il berlusconismo sopravvivrà alla disfatta politica. Le ideologie sono state superate dagli eventi storici, mentre il fenomeno Berlusconi – personalizzazione della poltica – non sarà né superato né abbattuto. Questo, perché ogni movimento o partito politico esistente ha trovato consenso nell’opinione pubblica tramite il personalismo “soggettivo”. I leaders sono padri e padroni dei movimenti. Lo è Casini per l’UDC, Di Pietro per l’IDV, Fini per FLI e Rutelli per l’API. Il PD è una sorte di condominio fosforescente nel quale alberga un insieme di condomini, reduci della prima Repubblica, sempre alla ricerca di un Amministratore capace di superare equilibri e virtuosismi. A tutto questo si aggiunga la netta sensazione di trovarsi in balia di poteri forti, occulti e potenti, che manovrano dietro le quinte. Non a caso la guerra contro Berlusconi è guidata da Carlo De Benedetti. La Confindustria e la Chiesa – due colossi del potere economico e culturale, hanno abdicato, in stato confusionale, a favore della protesta, senza rendersi conto della contropartita. La Confindustria è assediata dalla crisi economica cosmopolita e arranca nei labirinti della competizione e del mercato. La Chiesa è mortificata dall’intreccio tra Tradizione religiosa ed immagine popolare, spesso criticata dalla base e inspiegabilmente protesa verso affari economici antireligiosi (la Provvidenza è stata sostituita da parcelle e fondi di dubbia provenienza) per cui la CEI è spesso in disaccordo con la Segreteria di Stato Pontificia. Insomma, tutti protestano ma nessuno ha la capacità di agire con una strategia ortodossa. La tattica è quella, ormai declamata, del “salviamoci ad ogni costo”. La conseguenza è palese a tutti: arriverà il principe azzurro a mettere ordine nella scassata democrazia. Vent’anni fa il principe azzurro si è identificato con Berlusconi, oggi il principe azzurro sarà identificato nel nuovo populismo storico di un personaggio mediatico silente ma attivo, sponsorizzato dal solito potere forte del burattinaio occulto. Difficilmente, chi ha prodotto l’antiberlusconismo sarà vincente. L’unica novità che intravedo all’orizzonte, con timore di sbagliare e spero sia un augurio, è una crisi senza precedenti capace di rimescolare le carte ed i pensieri. Il dopo - Berlusconi? Un Berlusconi qualsiasi che farà rimpiangere il primo. Le fotocopie sono sempre peggiori dell’originale.

 

… TABACCI È UN FUORICLASSE?

 

La mia opinione è che Bruno Tabacci sia un opportunista della politica. Che sia un uomo preparato nel suo ambito professionale non vi sono dubbi. Resta, però, il fatto che il “civismo” del politico di Quistello sia racchiuso in una massima davvero singolare: pur di far fuori Berlusconi, per amore di Carlo De benedetti, faccio il patto con il diavolo. Che Tabacci faccia lite con le streghe lo dimostra l’itinerario politico degli ultimi anni (DC, UDR, UDC, RB, API) e le strategie votate all’insuccesso. Poco abile nella tattica (non a caso litiga con chi gli pone quesiti) è, suo malgrado, costretto a mangiare i propri adepti come il conte Ugolino nei confronti dei figli. Sempre alla ricerca dello stil nuovo, si è ritagliato la fama del grillo parlante della politica italiana, vessato dalla presenza di Berlusconi, incita Pinocchio a fare il bravo e l’ubbidiente. È contro i doppi incarichi e stigmatizza l’appoggio al Governo da parte di chi è stato eletto all’opposizione. Spesso è stato fatto oggetto di studio da parte dei professoroni dei sondaggi politici, in quanto non portatore di consensi nonostante la sua bella presenza nelle tv nazionali. Certo, l’appoggio alla giunta Pisapia a Milano ha svelato il doppio stil nuovo: eletto nell’UDC appoggia una giunta di rifondazione comunista e militando in una coalizione opposta non si è fatto scrupoli, per senso di amicizia, di passare al servizio dell’avversario. Chi è senza peccato scagli la pietra. Di fatto, Tabacci è uno dei tanti ormoni ammuffiti della vecchia DC in cerca di visibilità e, per amore dell’Italia – dice lui – può attraversare l’arco costituzionale senza colpo ferire.

Non diciamo, però, che sia un fuoriclasse. Piuttosto, una vecchia bicicletta da passeggio tirata fuori dalla soffitta per allietare piccole gite fuori porta la domenica. Marcora, suo maestro, non avrebbe dato tanta importanza al duo discepolo. Il problema semmai, è del buon Francesco (Rutelli) che dovrà parlare due lingue con l’astuto portavoce dell’API: a Roma come terzo polista ed a Milano come “comunista”. Poi, si dice che qualcuno per paura di incidente sterza tutto a destra. Che vita magra. Mi piacerebbe guardare nell’animo del vecchio compagno rosabianchista Pezzotta. Sicuramente, in tuta in Officina 2007, pronto ad avvitare bulloni di una macchina destinata allo sfascio.

 

… IL TERZO POLO È DETERMINANTE?

 

La mia opinione è che il terzo polo di centro sia diventato un parcheggio di delusi ed amareggiati dell’agone politico. I tre “compagnucci della parrocchietta” Rutelli, Casini e Fini, sono diventate anime in pena nel Purgatorio della politica nostrana. Rutelli dal centrosinistra, Casini e Fini dal centrodestra, sono stati messi da parte, a torto o a ragione e vivono la sindrome degli incompresi che sperano nelle disgrazie altrui (implosione del PD e del PDL). Sono in balia di colonnelli rampanti e senza scrupoli in cerca di gloria sotto i riflettori dei media. Bocchino e Granata per Fini, Tabacci per Rutelli, sono diventati i kamikaze del momento politico critico ed ingarbugliato.

Sciorinano successi inesistenti e parlano di eventi epocali di amalgama inconsistenti cercando di mettere insieme il diavolo e l’acqua santa. Risultato? La gente li ignora completamente con un consenso millesimale. Casini, forte di una percentuale al limite dello sbarramento, si erge a condottiero vincente e professa l’arte di Don Chisciotte che indica la strada a Sancio Pancia (Fini) e scuote le fibre, poco stabili, del gatto con gli stivali (Rutelli).

Possibile ammettere che il terzo polo sia determinante? Penso proprio di no. Lo considero, questo evento, poco probabile anche perché, con l’attuale legge elettorale, vedremo tanti saltimbanchi salire e scendere dai vecchi casolari fatiscenti sui carri di chi ha legna da ardere ed assicurare un posto al caldo.

                                

… BERLUSCONI HA PERSO LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE?

 

La mia opinione è che davvero Berlusconi abbia perso le elezioni amministrative. Non c’è dubbio che il Presidente del Consiglio sia oggetto di un attacco senza precedenti da parte del gruppo di Carlo De Benedetti. Ora, il problema riguarda essenzialmente due aspetti fondamentali:

1.   la perdita di consenso è legata ad una cattiva gestione del Governo?

2.   la perdita di consenso è legata ad un calo di leadership di Berlusconi?

Sono convinto che i due aspetti siano legati entrambi da una forte delusione nel Paese da parte dei cittadini italiani che si aspettavano un rinnovamento della classe politica a livello locale.

Le candidature della Moratti a Milano e di Lettieri a Napoli sono state percepite dalla gente come rivisitazione del passato (cattiva gestione a Milano e legami poco chiari a Napoli).

Questa sconfitta, apparentemente di portata eccezionale, potrebbe rivelarsi un boomerang per il centrosinistra. Questa mia affermazione è supportata da tre motivazioni:

·       la prima è quella di aver consentito la vittoria di quella parte della sinistra extraparlamentare che era stata tagliata fuori dalla scelta di incompatibilità da parte di Walter Veltroni alle scorse elezioni politiche

·       la seconda è quella di aver constatato l’inesistenza di un terzo polo di centro, ormai votato alla road map di Casini, sempre in procinto di alzare il tiro a sinistra per guadagnare a destra nella banca del tempo, dopo la dissoluzione del PDL

·       la terza è quella di aver costretto il PD a cantare vittoria in nome di candidati estranei ed incontrollati (Pisapia e De Magistris) senza la possibilità di un bilanciamento al centro (Rutelli)

Non vi è dubbio che la sconfitta del centrodestra sia pesante e giustificata ma, credo in cuor mio, sia arrivata troppo presto rispetto alle prossime elezioni politiche del 2013

 

… LE AMMINISTRATIVE SONO UN TEST POLITICO?

 

La mia opinione è che l’appuntamento  elettorale delle amministrative di maggio siano un grande test politico. Lo sono per due motivi:

1.   A Napoli, Milano, Bologna e Torino la partita è finita 3 a 1 per il centrosinistra e il PD dovrebbe mantenere almeno in tre città il governo del Comune

2.   In caso di ballottaggio il terzo polo deve schierarsi per necessità (per necessità si utilizza la virtù) e i nodi della battaglia politica nazionale verrebbero al pettine

Queste due motivazioni potrebbero essere sufficienti a sgonfiare dei palloncini come Rutelli e Fini e svelare la sintonia tra il cuore e la mente. Casini non fa testo, essendo per natura un centrista doc doppio fornaiolo. Rutelli può solo appoggiare il centrosinistra e Fini solo il centrodestra. Il contrario svelerebbe il vero volto dei due pasdaran della politica nostrana e l’elettorato, come spesso è avvenuto nel passato, non perdonerebbe ad entrambi il salto della “quaglia” rinnegando la propria storia politica. Ci sarebbe il lascia passare del famoso “fate ciò che volete” di falsa coscienza ma sarebbe come sparare nel vuoto e indice di codardia. Ma, poi, di cosa stiamo parlando? Rutelli vale lo 0.5% e Fini, a conti fatti, un pochino più dell’1%. Davvero poco per decidere i destini della Patria. Anche se contassero una città, per una manciata di voti, sarebbe singolare affidare loro il timone della Nazione Italia.

Dimenticavo di aggiungere che Rutelli ha sempre quel bacino di voti del 40% degli astenuti che potrebbe pilotare a suo favore. Spesso la fantasia supera la realtà e l’allievo di Pannella è un grande sognatore come Peter Pan. Tabacci non lo è di meno. Immagino gli applausi del PD e dell’Italia dei valori. (guai a non sottolinearlo con bonomia)

 

 

… CHI SONO GLI ASTENUTI?

 

La mia opinione è che gli astenuti non abbiano colore politico. Affermare che gli stessi siano delusi dalla maggioranza è una grande bugia. Se fosse vero che l’astensionismo riguardasse il governo, sarebbe davvero grave per l’opposizione non essere stata in grado di proporre un’alternativa.

È, altrettanto, vero che gli stessi non sono un contenitore dei falliti o dei trombati. Ascoltare l’ingenuo Francesco Rutelli affermare che il terzo polo non è terzo ma primo, se allo 0.5% dell’API si sommassero il 40% degli astenuti, sarebbe davvero il massimo della dissociazione senile. Questa è una giustificazione al proprio fallimento politico, sia in termini strategici che tattici. Rutelli farebbe bene ad interrogare l’onorevole Tabacci e chiedere quali conseguenze, in campagna elettorale, produce l’arroganza di enunciare teoremi e sviluppare teorie di amalgama mal riuscite.

 

 

… BERLUSCONI HA LA MAGGIORANZA IN PARLAMENTO E NEL PAESE?

 

La mia opinione è che Bersani, il segretario del PD, sia in coma politico profondo. Come si può affermare che Berlusconi non abbia la maggioranza del consenso degli italiani tenendo conto del 40% degli astenuti? Il leader del centrosinistra, affermando che Berlusconi può contare sul 30% del consenso, sottraendo il 40%, accusa se stesso. Per la teoria dei grandi numeri sarebbe come affermare che il centrosinistra non vale più del 20% dei consensi. Bersani avrebbe ragione solo nel caso riuscisse a dimostrare che il 40% degli astenuti sia del PD. Allora, sarebbe peggio che andar di notte. Perche un 40% degli elettori del PD non andrebbe a votare? Forse perché Bersani non gode simpatia nell’elettorato di centrosinistra? A me sembra logico il contrario. Berlusconi governa perché l’opposizione è inconsistente ed immatura per un’alternativa seria. La prova?

Per Bersani il Presidente del governo è uno stragista, un mafioso, un massone, un delinquente, un corruttore ed un concusso. Pensato un po’, questo delinquente ha sanato i conti pubblici e non ha mai rubato un euro dal bilancio dello Stato, gli onesti, bontà loro, sono riusciti a togliere di notte il 6 per mille agli italiani senza preavviso.

 

 

… I BLOG DEI POLITICI SONO INDICE DELL’AZIONE POLITICA?

 

La mia opinione è che un politico serio metterebbe a disposizione un blog per il dibattito politico non temendo sia il consenso che il dissenso. A limite metterebbe un filtro per gestire le opinioni se non fosse in grado di lasciare piena libertà ed arginare anche le cattive espressioni. Ho seguito il blog dell’onorevole Tabacci ed ho potuto notare tre atteggiamenti davvero singolari:

·       Non è ammessa la critica se non nei confronti di Berlusconi

·       Non è possibile criticare il padrone di casa perché colpiti da lesa maestà

·       Il dibattito non ha rilevanza di opinioni perché esposto a vetrina del titolare che non si degna di partecipare al confronto (mi ha colpito il fatto che non ha inteso neppure fare gli auguri nel periodo pasquale ai suoi tre sostenitori o frequentatori del blog)

Questi atteggiamenti sono indice dell’azione politica. Non a caso il politico di Mantova non vanta un consenso numerico consistente. Immaginando che l’API porta con se un consenso dell’0,5% e considerando calibri come Rutelli, Dellai, Lanzillotta ecc., verrebbe alla mente il cattivo pensiero che Tabacci, in termini di consenso, non vale più dello 0,001%.

Qualcuno ha affermato che il consenso non ha importanza ed, allora, la politica con cosa la si gestisce? Con i fichi secchi. Non scandalizziamoci se Berlusconi ha i voti. Almeno fino a quando la democrazia è espressione del popolo sovrano. Ma forse l’onorevole Tabacci pensa ancora ai voti di De Mita che lo hanno portato alla presidenza della Regione Lombardia tanti anni fa. Altri tempi, altre ere politiche. Allora c’erano le correnti, oggi gli spifferi d’aria e … bisogna coprirsi bene per non raffreddarsi. Vuol dire che alle prossime politiche prenderemo in considerazione un salto sul carro dell’UDC per essere piazzati in lista. È tutto gratis et amor Dei.

 

 

… BERLUSCONI È DAVVERO COLPEVOLE?

 

La mia opinione è che un capo di Governo dovrebbe condurre una vita sobria e valoriale. Il timore che ci sia una pervicace volontà di destabilizzare la legittimità del premier, da parte della magistratura politicizzata, pone un problema di conflitti e fa sorgere il dubbio di un attacco al potere esecutivo rappresentato da una un’opposizione sterile ed arrogante. La questione politica dell’alternanza ne uscirebbe debilitata e i frutti di questa insana operazione potrebbero causare divisioni tra “bande” rivali, con pericolo per la democrazia. Senza contare il rischio di eventi fomentati da estremismi in agguato per le sorti e la destabilizzazione della Repubblica. 

 

 

 

LA RIVOLTA IN EGITTO AVRÀ CONSEGUENZE SERIE PER L’ITALIA?

 

La mia opinione è che la rivolta in Egitto sia parte di un progetto americano per il controllo del medio oriente e del nord Africa. Le conseguenze per l’Italia potrebbero diventare serie nel momento in cui, nel Mediterraneo, potrebbe instaurarsi una lotta di religione dalle conseguenze imprevedibili. Il timore che la rivolta si estenda a macchia d’olio potrebbe causare anche una crisi economico sociale di vasta portata, senza possibilità di contrapporre barriere e limiti alla deflagrazione islamica.

 

 

… IL TERZO POLO HA SENSO NEL PANORAMA POLITICO ITALIANO?

 

La mia opinione è che il terzo polo sia un aborto politico di cieca strategia. La scarsa attitudine, da parte di movimenti e partiti politici, di condividere programmi comuni, a causa di percorsi ideologici diversi, porta inevitabilmente ad un risultato poco soddisfacente e mortifica il percorso storico compiuto negli ultimi anni. Le amalgama malriuscite sono sempre state oggetto di scontri e rivendicazioni di primogeniture ideologiche.

 

 

LA GIUSTIZIA RAPPRESENTA UN POTERE INDIPENDENTE?

 

La mia opinione è che la giustizia in Italia rappresenti un vuoto di indipendente a causa dell’invadenza dei poteri. Quando la propria funzione viene distorta a causa di conflitti con il potere del Parlamento o del Governo si insinua la diffidenza e l’indifferenza. L’imparzialità del giudice ed il ruolo di terzietà è un valore inoppugnabile. Penso che la crisi delle Istituzioni non possano essere rappresentate da una parte occupandone i ruoli e le prerogative. A lungo andare lo scontro potrebbe causare una ritorsione difficilmente componibile.  

 

 

… IL FEDERALISMO CONVIENE AL SUD?

 

La mia opinione è che il federalismo sia un bene ormai assodato nella nostra cultura politica ed economica. Per cultura politica ed economica intendo le possibilità oggettive e strutturali che le Regioni hanno nel responsabilizzare gli amministratori locali e territoriali nel gestire i propri bisogni e le proprie realtà economiche, senza fa leva sull’assistenzialismo centralizzato.

 

… L’UNITÀ D’ITALIA È REALIZZATA DOPO 150 ANNI?

 

La mia opinione è che l’unità della Nazione rappresenti un valore e trova compimento nell’armonia delle diverse culture presenti in Italia. Forzare la mano con una celebrazione di parte senza cogliere i bisogni e le aspettative delle differenti storicità e le esigenze di autonomia, significa scardinare questo valore e aiutare una richiesta di secessione che proviene non solo dalla Padania di Bossi.

 

… COSA ACCADRÀ IL 14 DICEMBRE?

 

La mia opinione è che il 14 dicembre il governo Berlusconi otterrà la fiducia al Senato e molto probabilmente alla Camera per pochi voti. Sia l’UDC di Casini sia FLI di Fini faranno in modo che si voti la sfiducia contro il governo ma con l’intesa di lasciar libero qualche dissidente in modo di costringere Berlusconi a chiedere al Capo dello Stato un nuovo mandato per allargare la maggioranza. Se il governo cadesse sanno bene, sia l’UDC sia FLI, che si andrebbe a elezioni anticipate.

 

LA CRISI SI AVVIA A SOLUZIONE?

 

La mia opinione è che la crisi economico finanziaria si acutizzerà nel 2011. Gli Stati europei avranno difficoltà a collocare i titoli di Stato e la speculazione finanziaria subirà una forte accelerazione. L’Europa dovrà reagire in modo esemplare per rafforzare l’euro nei confronti delle valute straniere per favorire le esportazioni. La parola d’ordine sarà quella di contenere il debito pubblico con un risparmio di spesa eccezionale. Le imprese collocheranno le scorte a prezzi molto contenuti per evitare la paralisi della produzione e salvaguardare il salario  ai propri dipendenti.

 

… COME SARÀ L’ITALIA POLITICA NEL 2011?

 

La mia opinione è che il 2011 sarà un anno di forte assestamento politico sociale. A livello politico, per diverse ragioni, si costituiranno due grosse coalizioni, il centrodestra ed il centrosinistra. L’area di centro sarà inglobata nel centrodestra e l’area di centrosinistra subirà una forte crisi identitaria. L’area di centro sarà oggetto di implosione perché relegata a soggetto di consenso molto risicato. Diversa sarebbe la sorte del centro se i cattolici democratici del PD prendessero l’iniziativa di costituirsi come gruppo dell’area di centro. A livello sociale la crisi economica consiglierà la CIGL a miti consigli per rilanciare l’unità sindacale e sostenere la stabilità dello Stato sociale che, altrimenti, subirebbe un forte declino con ripercussioni di carattere conflittuale.

 

… QUALE SARÀ LA SORTE DEL PD?

 

La mia opinione è che il PD dovrà fare i conti con l’area popolare dei cattolici democratici. La partita all’interno del gruppo sarà giocata sul reale svecchiamento del gruppo dirigente. Avviare uno scontro tra la componente riformista e la componente massimalista degli ex comunisti causerà grosse contrapposizioni e l’unità del partito potrebbe essere messa a rischio. La via d’uscita a questa empasse potrebbe essere identificata in una nuova leadership proveniente dal mondo culturale, forte ed autorevole, capace di coniugare nuovi valori e strategie propositive per nuove riforme democratiche e valide sul piano sociale ed economico.

 

… IL POLO DI CENTRO VA BENE CON FINI?

 

La mia opinione è che il terzo polo di centro non abbia nulla a che fare con il movimento FLI di Gianfranco Fini. La differenza sulle tematiche sensibili ai cattolici (immigrazione, famiglia, cellule staminali, coppie di fatto, fine vita, ecc.) è molto marcata ed inconciliabile. Proporre un’alleanza elettorale o governativa è auspicabile ma sancire un cammino di cartello identitario è, a mio avviso, inopportuno. Ho il fondato timore che l’avvicinamento di Fini sia dettato da interessi personali di lotta contro Berlusconi. Il veto del presidente della Camera, in occasione della fondazione del PDL, contro il partito di Casini e Storace credo sia la carta di identità di un leader sdoganato dal passato ma succube di aspirazioni personali e velleitarie. Il simbolo di FLI porta a carattere cubitali il nome di Fini: populismo o demagogia?

 

… IL  PD RAPPRESENTA UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER I CATTOLICI?

 

La mia opinione è che il Partito Democratico sia una rivisitazione di movimenti e partiti che hanno perduto un’identità ed un’ideologia. La metamorfosi socialdemocratica auspicata, nell’evolversi del partito dei democratici di sinistra, non ha trovato compimento e neppure realizzazione nell’amalgama tra ex comunisti, ex socialisti ed ex democristiani. La presenza dei cattolici (democratici sociali) rappresenta una stortura storica ed un riparo conseguente alla diaspora degli ex “desaparecidos” della Democrazia Cristiana. Questa stortura trova l’apice del proprio disagio in occasione dell’appuntamento elettorale con alleanze scomode con i comunisti massimalisti e con i radicali di sinistra.

 

… IL CORANO AL ROGO?

 

La mia opinione è che si tratti di un’offesa molto grave, indipendentemente dall’appartenenza religiosa. È un’offesa ad un popolo di credenti, il popolo musulmano che rappresenta una tradizione millenaria ed un messaggio che non può essere bersaglio di rappresaglia e di rancore. Nessuna giustificazione è possibile verso questo atto ignobile e non sono ammesse grida di dolore per le vittime del terrorismo integralista. Non si possono macchiare le vittime del terrorismo islamico con un atto scellerato e deprecabile. Confondere la religiosità ottomana con le deviazioni integraliste islamiche è un errore che non si può tollerare. Il Corano rappresenta la sintesi, la tradizione e la storia della religione di Maometto e merita rispetto.

 

… FINI, CASINI E RUTELLI SONO COMPATIBILI PER UN TERZO POLO?

 

La mia opinione è che l’architettura politica non abbia mai trovato posto nei movimenti di massa. L’interclassismo può essere un valore aggiunto ma mai un valore costitutivo. Senza precise fondamenta l’impalcatura spesso è soggetta a scosse telluriche di vario tipo e difficilmente le storie si intrecciano per un amalgama capace di risolvere tematiche etiche ed affrontare problematiche su programmi condivisi. Tre storie che possono trovare la giusta collocazione in occasione di prove elettorali ma difficilmente intrecciate sul sentiero del vivere quotidiano. Rappresentano la vecchia politica del compromesso e sono distanti anni luce dalla politica bipolare. Difficile a dirsi sono destinati a divergere come palle di bigliardo appena colpiti dal pallino del potere.  

 

… FINI DEVE DIMETTERSI DALLA CARICA DI PRESIDENTE DELLA CAMERA?

 

La mia opinione è che le dimissioni dalla carica di Presidente della Camera sia una questione interna al Parlamento ed all’organo legislativo, appunto della Camera dei deputati, dotato di regolamento interno. È facile, dunque, non avallare richieste di dimissioni da parte di un partito o di una coalizione. Piuttosto, credo sia giusto prendere in considerazione l’opportunità di poter o meno presiedere un’assemblea ostile di un organo che necessità chiarezza di funzioni e di attività parlamentare. Nel passato la presidenza della Camera veniva offerta all’opposizione e spesso rappresentava un significato di democrazia e di pluralismo. Oggi, consapevoli dell’anomalia del finto bipolarismo, rappresenta una conquista di potere e di arroganza parlamentare. Consiglierei Fini di dimettersi e di farsi rieleggere su proposta del proprio gruppo parlamentare. In caso di mancanza di voti traslocare civilmente in un lussuoso appartamento dei dintorni di Montecitorio, onde evitare l’accusa di preferire alla dignità dell’uomo la cultura del potere.

 

LA KERMESSE DI MIRABELLO RAPPRESENTA LA DESTRA EUROPEA?

 

La mia opinione è che Mirabello sia stato un predellino 2 per salire su di una macchina ferma senza benzina. Sollecitare la nascita di un partito in nome di un leader in difficoltà fa parte di quella sorte di revival politico culturale che ha sancito la morte dell’associazionismo politico a favore del populismo personificato. Non entro nel merito delle questioni personali del Presidente Fini ma ogni evento nuovo, destinato a percorrere le strade della storia, deve poter contare sulla nascita di un pensiero comune che si traduca in opere ed azioni condivise. Radunare da Scilla al Tanaro i propri supporti per mostrare la forza del proprio tornaconto è segno di un futuro incerto e di un percorso claudicante.

 

… L’ISLAM RELIGIONE DELL’EUROPA?

 

La mia opinione è che ci sia una sorte di errore di fondo da correggere in questi tempi davvero insalubri per la Comunità europea. Di questi errori non è esente la Chiesa cattolica. Pensare alla religione come evento culturale e di convivenza civile ha determinato una “moda” di consenso alle istituzioni religiose. Anche l’appartenenza ad una tradizione religiosa ha finito per indebolire e distruggere il legame con il trascendente. Aver rinunciato al legame proprio che discente, per via sacramentale, al Sommo bene ha devastato e divelto le radici della Tradizione cristiana nelle coscienze degli uomini e donne moderni del terzo millennio. La Verità rivelata è stata sostituita dalle accademie culturali di “portavoce” che si sono sostituiti alla sapienza di Dio. Spesso il riferimento culturale ha come fine e lume uomini di filosofia, di teologia, di scienze umane e personalistiche. Le correnti umanistiche hanno coperto il vuoto sapienziale dell’animo e dello spirito. Qualunque religione nata dalla tradizione umana (anche l’Islam) sarà “moda” di controcanto all’unica religione divina rivelata. Occorrerà percorrere sentieri di sapienza e rinunciare alle strade della cultura pilotata.

 

… RIUSCIRÀ L’OPPOSIZIONE A MANDARE IN PENSIONE BERLUSCONI?

 

La mia opinione è che l’opposizione sia ormai un amalgama di contraddizioni e di controsensi. L’attuale panorama politico presenza un’accozzaglia di movimenti e di partiti disomogenei, composti da uomini legati alla vecchia nomenclatura incapaci di rinunciare alle vecchie posizioni ideologiche, oltre ad essere soggiogati da rivalse e primogeniture. Di seguito a ciò è prevedibile che Berlusconi sia allontanato dalla politica solo attraverso strade e percorsi di carattere giuridico (processi, indagini della magistratura e conflitti di interesse). Anche per queste soluzioni, molto dipenderà dalle posizioni che il Parlamento adotterà nei confronti di dispositivi legislativi atti a conferire al Premier un salvacondotto (lodo Alfano). Di certo, sarà sempre Fini l’uomo del crocevia che potrà scardinare l’esecutivo del Presidente Berlusconi ma saprà, l’ex missino delfino di Almirante, compiere un suicidio politico della destra nazionale per affossare Berlusconi? Sono convinto che i destini dei due contendenti siano legati dal nodo della sopravvivenza che unirà entrambi ad un destino crudele.

 

… QUANDO DURERÀ IL GOVERNO BERLUSCONI?

 

La mia opinione è che il governo durerà ancora una stagione (l’autunno). La mia convinzione è basata sul fatto che, sui cinque punti programmatici, ci sia una sorte di conflitto sul processo breve tra i finiani ed i seguaci di Berlusconi. Inoltre, la legge finanziaria sarà portata a termine per l’approvazione, onde evitare l’esercizio provvisorio del bilancio dello Stato. Toccherà al Capo dello Stato prendere atto della crisi e convocare i partiti per sondare l’eventualità di un  governo capace di portare a termine la legislatura. Trovare un accordo per un futuro esecutivo, dipenderà dall’attuale Presidente della Camera Gianfranco Fini costretto a sancire la pace politica con il Premier o condurre il Paese verso le elezioni anticipate.

 

… ERA DAVVERO MATTO IL PICCONATORE?

 

La mia opinione è che Francesco Cossiga sia stato un vero democristiano ed un uomo delle istituzioni. Le picconate da Presidente della Repubblica e la depressione da ex Presidente onorario non hanno mai intaccato la sua nobile figura di uomo onesto e libero. La figura di cattolico per convinzione più che per casta, gli ha permesso una libertà di pensiero da vero mattatore della politica italiana. Anche se le sue esternazioni lasciavano la bocca aperta per il sarcasmo e la tempistica, sono sempre risultate nel tempo vere e proprie “chicche” profetiche sull’andamento postumo di certe operazioni strategiche, che hanno consegnato alla storia, di questo Paese martoriato dal personalismo e dal populismo, materiale su cui riflettere. La vicenda Moro lo ha segnato profondamente e il gesto di inginocchiarsi davanti alla lapide di via Fani, negli ultimi anni della sua vita, non va letto nel senso della platealità dell’uomo pentito e mortificato ma come un gesto alto di riconoscenza verso l’arcano mondo degli avvenimenti storici di cui spesso l’uomo, inconsapevolmente,  ne porta con sé il dolore e la speranza. Un uomo che ha onorato la storia e la Patria ed è stato onorato, nella morte, con rispetto dai suoi nemici. Segno di una continua ricerca della Verità a dispetto di tante verità invocate per satollare la propria multiforme azione di vendetta.

 

… ELEZIONI O GOVERNO TECNICO

 

La mia opinione è che la legge porcata ha obbligato ai partiti ed alle coalizioni di presentare il programma e il capo di riferimento da indicare nella scheda elettorale. Si possono invocare tutte le giustificazioni del mondo e scomodare i giureconsulti più accreditati ma il non ricorso alle urne, in caso di crisi della maggioranza, ha un nome ben preciso: RIBALTONE. Tirate Napolitano per la giacca non è corretto, così come non è corretto gridare allo scandalo per chi invoca le elezioni anticipate. L’Italia è un Paese davvero singolare e spesso l’asino si permette di chiamare cornuto il bue. È il caso di Casini che dopo aver contribuito a redigere la legge porcata ne rivendica la stupidità, senza accorgersi che chi di spada ferisce di spada perisce.

 

… QUEL PASTICCIONE DI FINI

 

La mia opinione è che Fini abbia le idee confuse e sia preda di un manipolo di soldati semplici disposti a seguirlo anche nel burrone, dopo che hanno capito che nel centrodestra non hanno più nessuna possibilità di rivincita. Che Il Presidente della Camera sia ormai incapace di guardare lontano politicamente lo dimostra il fatto che si pavoneggia sulla sua sedia dorata di un certo prestigio, dopo aver rinunciato alla politica attiva, delegando, da cofondatore, a Berlusconi già da subito la gestione del PDL. Che poi si sia accorto dopo tre lunghissimi lustri che l’amico di viaggio sia un dittatore è davvero paradossale, essendo stato egli stesso il più venerando capo di partito della storia repubblicana dopo la morte di Giorgio Almirante. Davvero un bel pasticcio se i nuovi compagni di viaggio saranno la volpe ed il gatto (Casini e Rutelli).

 

LA SPERANZA DI CASINI E LE RISERVE DI BOSSI

 

La mia opinione è che Casini sia il fanciullo pudico che frequenta il corso di catechismo in parrocchia. Una giustificazione per poter giocare poi a calcetto nel cortile insieme agli altri chierichetti. La voglia e l’aspirazione di far parte del gioco, lo porta a comportarsi in modo esemplare, confortando mamma e papà con una condotta davvero unica ed irreprensibile. Tutto per il bene della “famiglia” alla quale dedica il tempo migliore. Il fanciullo non disdegna un invito al pub con Berlusconi, dopo aver compiuto le pulizie spirituali, come fa Lucignolo nella fiaba di Pinocchio. L’unico rammarico è quella testa d’asino del compagno cattivo del libro di Collodi  che ha giurato di non condividere con lui neppure un panino da McDonald.

 

… UN CENTRO SENZA PUNTO DI GRAVITÀ PERMANENTE

 

La mia opinione è che l’area di centro sia diventata un rifugio peccatorum: desaparesitos di destra e di sinistra in cerca di rivalse e vendette. Vista dal buco della serratura di casa nostra la casa sembra un party per trascorrere allegramente giornate spensierate, lontane dalle grigie stanze dei partiti maggiori. Vista dal terrazzo dell’attico di Bruxelles appare un soggiorno obbligato per malintenzionati in attesa di tornare nel proprio territorio per dare vita ai propri affari di famiglia ed intanto, nell’attesa, procurarsi un salvacondotto  per il futuro. Non vorrei sembrare irriverente ma più che costruire la casa comune del terzo polo di centro ci si affanna a procurarsi benevolenza per alleanze future con il centrodestra ed il centrosinistra per affrancarsi dal posto in lista diventato ormai insicuro con l’attuale legge porcata. Salti, chi può.

 

… QUELLA CENA A CASA VESPA SENZA POLITICA

 

La mia opinione è che quella cena si sia svolta tra quattro amici al bar che, dopo aver consumato un cappuccino con brioche, hanno litigato su chi doveva pagare il conto alla cassa. A nulla è servito la presenza del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, del nuovo “Cuccia” italiano Geronzi e della “rampolla” dell’uomo più ricco d’Italia Marina Berlusconi. A Casini il cappuccino è apparso avvelenato con l’aggiunta dell’arsenico ed a nulla è avvalsa l’estrema unzione del segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone. Colpa del padrone del bar Bruno Vespa che non ha versato il latte ed il caffè in una tazzina d’oro nella migliore tradizione ottocentesca. Possiamo, quindi, affermare che non si è parlato di politica, con buona pace degli italiani che si sono preoccupati per la salute di Pierferdinando detto il furbo.

 

… IL PIANTO DI SAVINO PEZZOTTA

 

La mia opinione è che il sindacalista della CISL si sia accorto, nella migliore tradizione manzoniana, che il proprio destino politico sia legato al percorso insalubre e difficoltoso di un vaso di coccio, costretto a viaggiare in mezzo a vasi di ferro. È accaduto nell’esperienza di Officina 2007 e durante l’esperienza della Rosa Bianca per l’Italia.

Per un uomo che ha sempre difeso e profuso l’idea dossettiana dei cattolici sociali è davvero asfissiante la convivenza nel partito di Cesa. In compenso Casini lo ha destinato alla scuola di pensiero udiccino lombardo veneto, tra i volponi della linea padana che hanno sempre appoggiato l’alleanza con il centrodestra. Supererà il buon orso bergamasco l’esame di politica pratica quando dovrà appoggiare la signora delle signore milanesi Letizia Moratti?

 

… DOVE VANNO I COMUNISTI

 

La mia opinione è che i nipotini di Stalin, nonostante il riciclo, soffrano di rimembranze. Come diceva una vecchia canzone: “il primo amore è come Maruzzella, non si scorda mai”. È difficile far capire che una socialdemocrazia moderna deve staccarsi dai comunisti massimalisti. I cattolici popolari e gli ex margheritini sono avvisati: non c’è spazio per i sogni di gloria. Oggi le contraddizioni sono offuscate dalla lotta a Berlusconi, domani saranno palesi e causeranno lo scisma della cosiddetta “mozzarella di bufala”. Con questa legge “porcata” sarà difficile trovare un antidoto alle punture provocate dalle api di Rutelli. I popolari sono avvisati.

 

… SEGNALI DI FUMO TRA CASINI E RUTELLI

 

La mia opinione è che l’UdC e l’ApI siano due movimenti politici destinati ad incontrarsi con pari dignità. Ciò avverrà quando il partito di Rutelli avrà concluso il percorso organizzativo sul territorio e raccolto un consenso rispettabile attorno al 3-4%. Ad alleanza per l’Italia farà comodo l’Udc per superare lo sbarramento del 5% sul territorio nazionale per la Camera dei Deputati, mentre all’UdC farà comodo l’ApI per superare lo sbarramento dell’8% sul territorio regionale per il Senato. Nell’attesa i segnali di fumo sono estemporanei tra le due forze politiche perché vige il sospetto dovuto alla diffidenza di una lotta all’accattonaggio dei delusi del PD.

 

… IL FUTURO DELLA LIBERALDEMOCRAZIA

 

La mia opinione è che il sogno della terza Repubblica, dopo la fine della seconda, sia un bipolarismo perfetto tra socialdemocratici e liberaldemocratici. I primi sono in affanno perché il percorso è gravato dalla presenza dei cattolici e dei giustizialisti, i secondi sono in difficoltà per la presenza dei nazionalisti e dei secessionisti. Un amalgama dei cattolici, dopo la diaspora degli anni novanta, ha maggiore possibilità di crescita nel centrodestra per costruire il polo della liberaldemocrazia.

 

… GIANFRANCO FINI COMBATTE CONTRO SE STESSO

 

La mia opinione è che Fini stia combattendo contro se stesso. Immaginare che la motivazione della ribellione finiana sia la legalità e la difesa della democrazia è davvero velleitario. Dopo vent’anni di sodalizio Berlusconiano ci si accorge che l’Italia è in pericolo nelle mani del Cavaliere? Penso piuttosto che le motivazioni recondite siano il soldo ed il potere. L’ex AN può contare su di un patrimonio di 30 milioni di euro, inoltre, l’ascesa di Tremonti e Frattini nel PdL ha turbato i sogni di leadership del rampollo di Giorgio Almirante. Se guardiamo alla storia del MSI e di AN (oltre sessant’anni) dobbiamo registrare due soli segretari che hanno diretto il partito: Almirante e Fini. A cosa sarebbe destinato il Presidente della Camera nel percorso storico del PdL dopo l’abbandono del Cavaliere? A semplice scudiero di una grande azienda politica foraggiata dalla famiglia Berlusconi.

 

COMITATO DEI GARANTI PER L’ADESIONE AL PARTITO DELLA NAZIONE

 

La mia opinione è che il Comitato dei garanti che ha approvato il 15 giugno il nuovo regolamento per l’adesione al nuovo soggetto politico “verso il Partito della Nazione” sia un revival dell’UDC. I componenti sono nove: sei dell’UDC (De Poli, Libè, Marconi, Lusetti, Tassone e Romano), uno della Rosa Bianca per l’Italia (Folloni), uno dei circoli liberal (Inverso) ed uno dei popolari di De Mita (De Masi). Dall’elenco si evince che l’API non partecipa al nuovo soggetto politico. Il controllo del tesseramento passa quindi sotto l’egida di Casini e compagni. La montagna, dopo due anni, ha partorito il topolino. C’è da attendersi che l’UDC (a parte il nuovo lifting) e l’API sono destinati, prima o poi, a contendersi il consenso dell’area di centro. L’annunciato matrimonio in pompa magna parte già con una certezza: la separazione dei beni e libertà di percorsi alternativi.

 

NOMINA DEL MINISTRO BRANCHER

 

La mia opinione è che il Governo abbia fatto un autogol. La nomina del ministro Brancher non era necessaria. Era più opportuno la nomina del successore del ministro Claudio Scajola al Ministero dello Sviluppo economico. La richiesta di Brancher di usufruire del legittimo impedimento ha evidenziato un uso della politica molto discutibile. Dopo lo stop di Napolitano, il ministro imputato per l'affare BPI ha rinunciato alla richiesta del legittimo impedimento e sarà in tribunale il 5 luglio. L’uso della politica per regolare i propri interessi è da condannare con forza e determinazione.

 

MONDIALI DI CALCIO

 

La mia opinione è che la troppa mercificazione del mondo del calcio vada a discapito dell’agonismo sportivo. La chiusura dei vivai, per giovani promesse, ha sancito la non proliferazione di talenti nazionali. Occorre regolarizzare il mercato calcistico per evitare abusi ed alterazioni eccessive nell’acquisto di campioni, sia a livello nazionale che internazionale. In particolar modo ritengo giusta una normativa a livello europeo che tenga conto della compravendita, con verifica dei contratti di cessione, evitando l’eccessiva levitazione dei prezzi e ponendo un freno alla cittadinanza calcistica extraeuropea.

 

SCANDALI NELLA CHIESA

 

La mia opinione è che bisogna distinguere i comportamenti umani dalla missione evangelica della Chiesa. I casi di pedofilia e gli scandali di una discutibile gestione finanziaria del patrimonio dello IOR (Istituto Opere Religiose) sono reati che vanno perseguiti secondo la legge dello Stato italiano e la normativa degli Stati in cui si sono verificati abusi sui minori. La tradizione millenaria della Chiesa non è soggetta al giudizio umano e l’istituzione, quale fonte divina dell’azione redentrice, è un’opera che merita altra considerazione. Non dimentichiamo che la Chiesa è nata il giovedì santo per opera di Cristo Signore ed ha subito tradimento e negazione da parte degli apostoli, a significare che non è opera umana legata agli eventi storici ma inserita nell’evento escatologico dell’economia divina. Sono del parere che fatti illeciti, provati e testimoniati, devono essere perseguiti con severità ed attengono a comportamenti umani ben definiti e circoscritti.

 

CRISI ECONOMICO FINANZIARIA

 

La mia opinione è che la crisi del mercato finanziario è dovuta essenzialmente a due fattori: il primato della finanza sulla politica e l’eccessiva instabilità dei mercati finanziari. Per quanto riguarda il primo fattore i Paesi membri della Comunità Europea devono provvedere ad una Carta Costituzionale condivisa con regole e principi ben precisi. Per quanto riguarda il secondo fattore è necessaria la nazionalizzazione ed il controllo delle attività finanziarie, in modo da rendere stabile i mercati e controllare i flussi finanziari in prospettiva di un rendiconto economico europeo della moneta unica. La speculazione finanziaria porta inevitabilmente ad una cattiva gestione economica, con conseguenze disastrose sui bilanci statali, procurando squilibri sul credito ed il risparmio, nell’attività degli istituti di credito e favorendo un eccessivo ridimensionamento degli investimenti con contraccolpi nel mondo delle imprese e dell’occupazione.

 

FEDERALISMO

 

La mia opinione è che la tappa del federalismo in Italia sia obbligata. Il centrosinistra, nel passato, si è fatto vanto del decentramento e l’area di centro si è fatta vanto delle autonomie locali. Aver lasciato alla Lega nord il primato del federalismo, dopo la riforma del Titolo V della Costituzione, è stato un grave errore. La gente è particolarmente sensibile al decentramento amministrativo e territoriale (contro la visione centralistica dello Stato), per cui Bossi, se non ostacola se stesso con la richiesta di secessione, avrà un seguito sempre crescente.

 

SONDAGGI ELETTORALI

 

La mia opinione è che, nonostante la confusione procurata dalla crisi economica finanziaria, dagli scandali e dalla moda del gossip, il centrodestra continui ad essere una forza maggioritaria nel Paese. Manca un’alternativa valida che vada oltre la politica urlata. Il PD di Bersani ha rinunciato ad essere forza alternativa di Governo, sia perché manca di una leadership, sia perché alla presa di un amalgama (post comunisti, radicali e cattolici popolari) disomogeneo.

Il centro è praticamente assente e vive il dramma di non essere punto di raccolta dei delusi della politica. A lungo andare la lotta tra le due compagini centriste (API ed UDC) si renderà visibile, appena inizierà la lotta per raschiare il fondo del barile del consenso moderato.

La ribellione di Fini nel centrodestra e la eventuale discesa in campo di Montezemolo, alla fine, saranno di aiuto a Berlusconi.

 

COSTITUENTE DI CENTRO

 

La mia opinione è che la Costituente di centro sia un pio desiderio di Pierferdinando Casini. L’alleanza organica tra l’UDC e l’API risulta praticamente impossibile. Le basi dei due partiti e, soprattutto, l’elettorato hanno una visione diversa in riferimento alle alleanza con i due poli maggiori. L’API guarda all’alleanza con il centrosinistra e l’UDC guarda all’alleanza con il centrodestra. Sarà possibile un’alleanza di comodo, di natura elettorale, in relazione alla difficoltà di raggiungere lo sbarramento del 5% alla Camera dei Deputati e dell’8% al Senato della Repubblica, nel caso in cui risulterebbe difficile entrare in una coalizione e si decidesse di andare da soli.